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CIVIS ROMANUS: L'architettura alla Mostra degli amatori e cultori di Belle Arti in Roma, con 26 illustrazioni |
In seno alla 92a Mostra di Belle Arti della Società Amatori e Cultori chiusasi in questi giorni è stata ordinata in tre salette una piccola sezione di Architettura.
Figuravano in essa come espositori diversi giovani architetti di nostra conoscenza già affermatisi in diverse importanti competizioni artistiche ed ai quali molto si deve del nuovo indirizzo architettonico di questi ultimi anni, ed altri a cui si rivolge la nostra attenzione per le loro doti non comuni per le quali tutto è da sperare in un sicuro progredire di questo indirizzo già così bene avviato e che rapidamente si va affermando. In questa piccola esposizione preparata con criteri di semplicità e schiettezza non figurano grandi elaborati, ma solamente studi e schizzi tracciati febbrilmente, e le diverse materie trattate, anche le più disparate (dalla casa rustica alla villa, dalla casa economica al palazzo signorile, dall'interno umile della casa colonica al salone d'albergo) esprimono nel loro assieme una unità comune di indirizzo schiettamente italiano e particolarmente interessante. La spontaneità di questi abbozzi ci dimostra vieppiù la vera natura dell'artista non preoccupato dal pensiero che questi appunti potessero essere esposti e ci fa vedere come realmente sia in tutti quanti vivo uno spirito serenamente spoglio di qualsiasi suggestione polemica e come il criterio da ognuno seguito sia quello di riallacciarsi alle nostre grandi tradizioni in una linea di modernità adatta alle esigenze della nostra vita. La scorribanda nelle diverse cartelle di ogni espositore ha sorpreso questi momenti più schietti e intimi, quelli che non sacrificano nulla della loro emotività alla ricerca grafica e decorativa e solamente riflettono una persuasione costante e precisa. Penetrare nei recessi dell'anima di ognuno e ricevere di ognuno le confessioni più sincere e prive di qualsiasi falsamento, riguardare ad esse come alla più sana espressione, ci sembra che ciò possa intendersi come una verità palesata alla quale si dovrebbe credere. Gli schizzi pubblicati dalla Rivista se non hanno l'importanza di opere complete ed elaborate, hanno il pregio di riflettere un momento della vita dell'architetto rivolto a tracciare in brevi segni l'idea che scaturisce spontanea dal tema senza reticenze e senza pentimenti, l'immagine che più tardi sarà sviluppata in pieno con maggior. corredo di particolari per la sua completa realizzazione. Fra gli espositori l'Aschieri figurava con degli studi per una villa a Fregene e per la casa del guardiano, il Nori presentava degli schizzi di interni di un palazzo e il ponte di Verona, Morpurgo studi di edifici industriali, palazzi ed altro, il Del Debbio lo studio del palazzo per la sede della Scuola Superiore di Architettura a Valle Giulia, alcune case per artisti e qualche interno e il De Renzi case e palazzine per artisti, L'Energici e il Fiorini hanno esposto studi di case di abitazione, palazzi e ville, il Corte un cinematografo, ed altri, i più giovani, Haiman, Rossi, Vietti, Morozzo della Rocca, Neufeld, Parvis, Vicario, Fallica, Contessi, ecc,, schizzi e studi di varia natura che per brevità omettiamo di elencare. Fra questi giovanissimi si distingueva in particolar modo Aulo S. Sarapo spentosi a soli diciannove anni, nel 1924, iscritto appena al secondo anno della scuola superiore di Architettura, ma già cosi maturo e in possesso delle più brillanti ed elette doti di artista e di studioso. Per concludere, possiamo dire che questa esposizione semplice e sincera, di schietta intimità alla cui organizzazione provvide con ogni diligenza l'arch. E. Del Debbio, ha avuto quel successo che le spettava anche da parte del pubblico che si è interessato ad essa toccato dalla spontaneità con la quale fu ordinata, Siamo assai dolenti che lo spazio non ci permetta di abbondare nel materiale illustrativo. E ci limitiamo perciò a pubblicare qualche opera scelta qua e là senza peraltro dimenticare che fra le non riprodotte vi sono dei lavori di valore autentico come quelli dell'Aschieri e quelli del Morpurgo, Non mancherà occasione di ritornare su questi singolari artisti che del resto sono già molto conosciuti dai lettori di questo periodico. Abbiamo voluto stavolta dar la preferenza ai giovanissimi (ove si eccettuino il Del Debbio, organizzatore della mostra, e il Fiorini che meritava una menzione per due soggetti originali: la casa californiana e la sistemazione delle mura di Durazzo). In questi giovanissimi già si scuopre un luminoso domani La vigorìa di segno e il senso del chiaroscuro sono chiari indici della loro sensibilità. Voglia Iddio che nel continuare si mantengano sani e che sappiano trovare il giusto mezzo fra le eccentricità, spesso vacue, di un'arte nuova e i codinismi della imitazione stilistica, L'architettura classica bisogna studiarla e rilevarla con amore. Servirà per scoprirne l'intima essenza e per avere una base, Ma, una volta compresone lo spirito, è necessario lasciare le formule fisse, l'ipse dixit dei pedanti, ed affidarsi un poco ai liberi fantasmi dell'io. CIVIS ROMANUS |
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