FASCICOLO VIII - APRILE 1929
NOTIZIARIO

CORRIERE ARCHITETTONICO

DUE COSTRUZIONI DELL’ING. VITTORIO MORPURGO IN ROMA
L’Ing. Vittorio Morpurgo ha esplicato ed esplica in Roma e altrove forte attività, di cui andremo offrendo documentazione nella nostra Rivista.
Facciamo conoscere in questo fascicolo due notevoli lavori. Il primo è un gruppo di case d’abitazione di carattere signorile in Viale della Regina a Roma in cui sono da rilevate specialmente l’oculato e fruttuoso uso dell’area fabbricabile, in dipendenza dei più recenti vincoli offerti dal vigente regolamento edilizio, e la sobria e serena veste architettonica. L’ossatura è in cemento armato. La fondazione a piloni in muratura.
Il secondo edificio situato in Via Sannio angolo Via Ardea in Roma, ospita al pianterreno la Centrale Appia della “Telefonica Tirrena” ed ai piani superiori alloggi di civile abitazione.
Anche questo fabbricato ha l’ossatura in cemento armato.

N. D. R. IL PALAZZO DELLA “FIAT” IN ROMA dell’Arch. ENRICO DEL DEBBIO
L’arch. Enrico Del Debbio ha costruito il palazzo della “Fiat” in Via Calabria a Roma.
L’opera non è più recentissima (del 1923). La pianta non offre l’interesse che avrebbe potuto destare qualora l’architetto fosse stato libero di svolgerla secondo il suo criterio; mentre invece la nuova costruzione, adattamento di una preesistente, ha dovuto soggiacere a vincoli troppo serrati.
Presentiamo invece i prospetti ed i dettagli.

N. D. R. LA SEDE DEL FASCIO DI PASSIRANO dell’Arch. ANGELO MAZZONI
L’ing. Angiolo Mazzoni svolge ampia attività nel campo delle costruzioni architettoniche ferroviarie e d’altri edifici pubblici. Mentre ci proponiamo di offrire in un prossimo fascicolo documentazione di tale attività, presentiamo qui una sua piccola recente fabbrica, molto gustosa.
È la sede del Fascio di Combattimento “Enea Guarneri” in Passirano (Brescia). in essa la sensibilità nudamente costruttiva, valida per virtù di forma e di proporzione, ha raggiunto notevole grado di ambientamento al luogo rustico ove si trova.
Le zone di muratura esterne ed involgenti valore architettonico, sono realizzate interamente in cortina nuda di mattoni con sobri elementi in pietra da taglio. Il costo del fabbricato risultò modesto, appena L. 48 al mc. a prescindere dal muro di cinta con cancellata.

N. D. R. SINDACATO NAZIONALE ARCHITETTI
PAGINE DI VITA SINDACALE

LA PAROLA DEL SEGRETARIO NAZIONALE DEL NOSTRO SINDACATO, ON. CALZA-BINI, DOPO LE ELEZIONI POLITICHE
Dopo che, a ben meritato premio dell’intensa opera svolta per l’organizzazione della compagine degli Architetti Italiani in indipendente unità professionale e sindacale, il nostro Segretario Nazionale fu alzato all’alta dignità politica ed al nuovo posto di guida che gli consentirà di continuare con accresciuta efficacia il suo tenace lavoro nell’interesse superiore dell’Architettura Italiana, Egli ha inviato ai Segretari interprovinciali ed ai Fiduciari provinciali la seguente circolare:
Camerata,
Compiute le operazioni per il Plebiscito ed esaurito il compito a me affidato per la propaganda, mi è particolarmente gradito rivolgere a voi, e per vostro mezzo ai Colleghi del Sindacato, il mio affettuoso e cordiale saluto e ringraziamento.
Se qualche modesto merito nel campo Sindacale mi ha valso l’onore dell’ambita, e da me non cercata e sollecitata, designazione, posso affermare con lieto animo che di quel merito siete tutti partecipi poichè solo la sicurezza di sapermi fedelmente e fervidamente seguito da voi tutti ha potuto darmi la necessaria energia per affrontare le difficoltà e per vincerle, nell’interesse e nel nome della cultura artistica del Paese più ancora che in quello della Categoria e della Classe.
E questo mi piace dire ancora e ben alto, poichè a voi tutti sia reso il dovuto plauso; il nostro Sindacato ha potuto mantenersi sempre all’altezza morale con la quale era stato concepito e per la quale aveva avuto dalle superiori gerarchie il necessario riconoscimento.
Ed è merito vostro, camerati, se mai avete permesso che la nostra organizzazione a la nostra fede fascista si avvilissero per meschini e bassi interessi di persona o di parte.
Ora un nuovo campo si apre alla vostra e alla mia attività un ciclo si è compiuto, uno nuovo si inizia.
Per la difesa dei più sacri diritti dell’arte e della bellezza Italiana, per il raggiungimento di quei principi che sono premessa non defettibile di ogni sana riuscita nel campo d’azione è necessario che ora più che mai voi mi siate da presso non solo con la fedele e disciplinata compattezza con la quale avete sin qui data attuazione alle disposizioni che vi sono state comunicate, ma anche e soprattutto con una collaborazione creativa di energie, con un continuo suggerimento di idee e di iniziative, che, trascendendo anche la cerchia del nostro Sindacato, mi siano movente e conforto per nuove vie d’azione in più vasti campi, per il bene dell’Architettura e quindi degli Architetti Italiani.
Se sempre il contatto tra la categoria centrale e gli organi periferici fu necessario, oggi più che mai vi prego di mantenerlo serrato e cordiale perchè tutto quanto possa interessare la nostra organizzazione e la intera classe mi sia comunicato, suggerito, richiesto.
Da parte mia assicuro che, bastandomi le forze, la comune causa mi avrà sempre servitore devoto e fervente, nei ranghi e nei posti di responsabilità, oggi come ieri, per l’arte, per il fascismo e per l’Italia. Il Segretario Generale
ALBERTO CALZA-BINI.

BANDO DI CONCORSO PER LA CATTEDRALE DELLA SPEZIA
La città di Spezia, con bolla pontificia pubblicata in questi giorni, è stata elevata a sede di Diocesi e deve pertanto costruire la propria Cattedrale. A tal uopo la Diocesi ha emesso il seguente bando di concorso:
Art. 1. - E indetto un concorso tra gl’Ingegneri e Architetti italiani per il progetto della Cattedrale della Spezia che dovrà sorgere nell’area comunale compresa tra il margine a Nord della costruenda Piazza Vittorio Veneto e quella parte dell’attuale Monte dei Cappuccini che rimarrà intatta dopo la sistemazione edilizia del quartiere che è in corso di esecuzione.
Le planimetrie ed i profili in questo bando riprodotti danno un’idea approssimativa del luogo magnifico, luogo giustamente detto uno dei più belli del mondo, e degno di un monumento al quale il succedersi delle generazioni non toglierà, ma accrescerà vita e venerazione (per ottenere l’invio del testo completo del bando con rilievi, planimetrie, fotografie, ecc. scrivere a S. E. Monsignor Giovanni Costantini amministratore apostolico. Diocesi di Spezia).Art. 2. - La nuova Cattedrale, escluso il presbiterio, le cappelle ed eventuali matronei, dovrà offrire un’area libera di mq. 1900-2000. Avrà la facciata principale rivolta verso il mare e il presbiterio verso il dosso montuoso. L’ubicazione della Chiesa consentirà un piazzale di fronte all’ingresso principale situato ad un livello superiore a quello della Piazza Vittorio Veneto così da permettere uno studio di rampe, di ampie scalee o di altri edifici, che costituiscano un insieme di masse architettoniche che sostengano la chiesa e decorino il margine della piazza verso il mare.
Art. 3. - Il piazzale davanti alla Chiesa dovrà assumere forma e dimensioni tali da consentire quanto più sia possibile la libera visione del sacro monumento, non soltanto dal mare ma anche dalla sottostante Piazza Vittorio Veneto.
Art, 4. - Il concorrente completerà lo studio della Cattedrale con quello del campanile e del piazzale esterno, esprimendo ancora graficamente, sia pure in linea di massima, il suo progetto per le rampe e le scalee atte a congiungere armonicamente e praticamente, tanto sul fronte quanto sui fianchi, la nuova Cattedrale con la piazzetta sottostante. Non è obbligato a tener conto di eventuali abitazioni canoniche.
Art. 5. - È lasciata ai concorrenti libera facoltà di dare al sacro edificio qualsiasi forma e qualsiasi espressione artistica, purchè siano rispettate in modo assoluto le necessità imposte dal rito e purchè la fisionomia caratteristica della regione ritrovi nella nuova costruzione elementi di armonia e non mai di contrasto. Sarà in ogni caso preferito il progetto che, ottemperando alle necessità del culto e dell’ambiente, si mantenga dentro forme semplici ed austere che si ricolleghino ai caratteri artistici peculiari di quella che fu una gloriosa terra di Roma.
Art. 6. - Il numero di Cappelle per altari è lasciato alla libertà dell’artista; si tenga solamente presente che non dovranno mancare, oltre l’altare maggiore, un altare per la custodia del SS.mo Sacramento, uno in onore della SS.ma Vergine, uno in onore di S. Giuseppe, protettore degli operai, e uno in onore di S. Antonio Abate, titolare di una Confraternita molto antica e molto benemerita della città della Spezia.
Art 7. - Per partecipare al Concorso gli Artisti dovranno presentare le seguenti tavole:
1) Planimetria generale in scala 1: 200.
2) Pianta della Chiesa in scala di 1 : 200.
2) Sezione longitudinale e trasversale della Chiesa in scala da 1 :100.
4) Profili d’insieme della sistemazione esterna in scala da 1 : 200.
5) Tutti i prospetti in scala da 1 :100.
6) Una prospettiva della Chiesa dall’esterno, presa dal punto segnato con una croce nella pianta della Piazza Vittorio Veneto.
7) Una prospettiva dell’interno presa dall’angolo di sinistra della porta d’ingresso.
Queste tavole dovranno essere accompagnate da un preventivo sommario della spesa, ma limitato solo alla chiesa ed al campanile.
Art. 8. - I materiali per la costruzione dell’opera dovranno essere quelli offerti dalle regioni più vicine alla Città cui la Chiesa è destinata.
Non sarà ammesso l’uso di pietra artificiale e saranno invece acconsentiti tutti i mezzi e i materiali che sono accolti dalla buona arte decorativa.
Art. 9. - L’importo complessivo dell’opera, chiesa e campanile, escluse per l’interno le decorazioni pittoriche o modellate, e il pavimento e gli altari, e per l’esterno le statue, le decorazioni in affresco o in mosaico, ed esclusa anche la sistemazione esterna del piazzale, delle rampe e delle scalee, non dovrà oltrepassare la somma di otto milioni.
Art. 10 - La Giuria Artistica per l’esame del progetto sarà composta dai seguenti membri:
Calza Bini Alberto, Architetto, Segretario Generale del Sindacato Nazionale Fascista degli Architetti.
Caronti Abate Emanuele O. S. B. Professore di Liturgia.
Cerilli Federico, Ingegnere Capo della Provincia della Spezia.
Cirilli Guido, Architetto, Professore della Scuola Superiore d’Architettura a Venezia.
Giovannoni Gustavo, Architetto, Professore della Scuola Superiore di Architettura a Roma; Membro del Consiglio Superiore di Belle Arti.
Giuliani Luigi, Ingegnere Capo del Comune della Spezia. Marangoni Luigi, Ingegnere; Membro del Consiglio Superiore di Belle Arti e Direttore dei lavori di S. Marco a Venezia.
Nicoletti Paolo, Ingegnere Capo del Genio Marina alla Spezia.
Ojetti Ugo, Scrittore d’Arte.
E’ in facoltà dell’Ordinario della Diocesi di sostituire, ove lo creda opportuno, i Membri che per qualunque motivo fossero assenti nei giorni stabiliti per l’esame del progetti.
Art. 11. - La consegna dei progetti dovrà essere fatta franca di porto alla Sede del Palazzo Vescovile - Via Biazza N. 7 - nella Città della Spezia non più tardi del 27 Agosto 1929.
Art. 12. - Non saranno accettati quei progetti che giungessero dopo trascorso il termine prescritto. I progetti dovranno essere contrassegnati da un motto o accompagnati da una busta chiusa contenente nome e cognome e indirizzo dell’Autore.
Art. 13. - Non più tardi di un mese dal loro arrivo, i progetti verranno esposti al pubblico a cura della Commissione esecutiva dalla Cattedrale e per la durata di 15 giorni. Non appena chiusa la Mostra, da parte della Giuria Artistica sopra accennata, verranno scelti quei progetti, in numero non maggiore di cinque, che sopra gli altri emergeranno per genialità di concetto e per migliore corrispondenza alle condizioni del Bando di Concorso, a meno che non sia presentato un progetto il quale, per le eccezionali sue qualità, non venga ritenuto senz’altro meritevole della scelta definitiva restando alla Giuria di fissare il premio da corrispondere all’Autore.
Gli Autori dei progetti scelti saranno invitati ai Concorso di secondo grado con norme che saranno dalla stessa Giuria Artistica fissate.
Art. 14. - La Commissione Esecutiva della Cattedrale mette a disposizione della Giuria Artistica lire 80.000 che essa dividerà a titolo compenso e spese nelle proporzioni che crederà opportune tra l’artista vincitore e gli altri chiamati al concorso di secondo grado. Tale compenso sarà dato a presentazione avvenuta del nuovo e definitivo progetto.
Art. 15. - Anche i progetti presentati per il concorso di secondo grado non più tardi di un mese dal loro arrivo saranno esposti al pubblico per la durata di 15 giorni. Non appena chiusa la mostra la stessa Giuria Artistica nominata nell’articolo 9 farà la scelta del progetto ritenuto il migliore proponendolo all’Ordinario della Spezia per la costruzione.
Art. 16. - Al concorrente cui appartiene il progetto prescelto sarà affidata la direzione artistica della costruzione con un onorario del 1.50 per cento. Alla Commissione Esecutiva della Cattedrale della Spezia sarà riservata la direzione tecnico-amministrativa della costruzione. Rimarrà alla Commissione esecutiva, in pieno accordo con l’Ufficio Belle Arti di Genova, la vigilanza artistica sulla esecuzione del progetto, allo scopo che questa risponda ai concetti d’arte per i quali il progetto fu accolto,
Art. 17. - Quando per causa di forza maggiore o per qualsiasi altro motivo, non si potesse addivenire alla costruzione della Cattedrale scelta, nessun diritto a compenso ulteriore potrà essere accampato da parte del progettista vincitore, in confronto della Commissione Esecutiva e dell’Ordinario della Spezia.
Art. 18. - I Concorrenti non premiati dovranno ritirate a proprie spese, entro trenta giorni dalla pubblicazione del giudizio, i progetti presentati. Oltre questo termine i progetti si considereranno rilasciati definitivamente alla Commissione Esecutiva della Cattedrale della Spezia.
Art. 19. - Dell’esito del Concorso sarà data relazione a mezzo della stampa.
Art. 20. - La Commissione Esecutiva della Cattedrale della Spezia, pur avendo la massima cura dei progetti, non assume responsabilità alcuna riguardo ai medesimi.
La Commissione Esecutiva della Cattedrale della Spezia

NOTIZIE CIRCA L’AMMOBILIAMENTO ALLA IV ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DELLE ARTI DECORATIVE E INDUSTRIALI MODERNE A MONZA.
Come verrà rappresentata l’arte dell’ebanisteria e dell’arredamento alla prossima IV Esposizione Internazionale delle Arti Decorative e Industriali moderne? Le opere e gli allestimenti che testimonieranno dell’altezza e del valore della produzione Italiana in questo campo saranno distribuiti secondo due concetti:
I mobili d’arte che siano pezzi a sè, nei quali originalità, modernità e sapienza di disegno si sposino all’impiego di legni di pregio ed alle virtù di una lavorazione magistrale ed impeccabile in ogni particolare, saranno accolti ad ornamento delle sezioni d’arte: da quella dei decoratori a quella delle stoffe, a quella dei vetri, degli argenti, delle ceramiche, ecc., a completare questi ambienti medesimi, a spiccare tra gli oggetti esposti, a contenerne alcuni. Questi mobili, per esemplificare, potranno essere vetrine, tavoli, scaffali, scrivanie, stipi, cofani, armadi, cantonali, madie, cassettoni, ecc., ed anche sedie, divani e poltrone. Fra essi la Giuria sceglierà le opere di maggior pregio destinate a costituire la base della “Raccolta del Mobile” nella “Galleria delle Arti Decorative Moderne”, a cui il Consorzio Milano-Monza-Umanitaria darà principio a partire dall’anno prossimo.
Gli ambienti, invece, completamente arredati per l’uso della vita d’oggi saranno riuniti a costituire la grande “Galleria dell’arredamento”. Questi ambienti, per non cadere in equivoci, saranno di precisa destinazione; per esempio: camera da letto, sala da pranzo, sala di famiglia, bagno, cucina, studio, cabina di nave, d’aeroplano, negozio, ecc.
In questi ambienti l’arredamento dovrà essere completo, dalle tappezzerie alla illuminazione, ai pavimenti, e condotto, anche nel dettagli, secondo criteri di assoluta modernità nell’impiego dei materiali, degli impianti e dei procedimenti tecnici, cosicchè tutto il repertorio delle cose occorrenti alla nostra vita vi appaia in atto nel modo più seducente, convincente e moderno.
È ovvio che si esiga che le doti di moderna fantasia di gusto e di bella condotta tecnica siano nel più alto grado manifeste negli ambienti di tale sezione, ma a queste dovranno aggiungersi la ragionevolezza del prezzo e la garanzia della effettiva efficienza produttiva di chi li presenta, in quanto che sono queste le condizioni essenziali le quali, convincendo il visitatore, danno incremento alle vendite e determinano il successo della Mostra.
In questa sezione si potrà anche costituire, mediante accordi fra gli espositori e il Direttorio, un seguito di stanze che componga un appartamento grande o piccolo.Alla Direzione della Mostra, che ha sede a Milano in via Gaetano Negri N. 10 (telefono 37-587) possono in ogni momento rivolgersi gli artisti e gli industriali per richiedere tutte quelle notizie che possano valere a meglio indirizzare il loro lavoro in vista dei criteri generali di ordinamento dell’Esposizione e di quelli particolari di distribuzione dell’ammobiliamento. Particolarmente potranno essere richieste indicazioni per quel che riguarda la presentazione dei mobili d’arte isolati destinati a figurare, come si è detto, nelle varie sezioni.

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