CORRIERE ARCHITETTONICO
DUE COSTRUZIONI DELL’ING. VITTORIO MORPURGO IN ROMA
L’Ing. Vittorio Morpurgo ha esplicato ed esplica in Roma e altrove
forte attività, di cui andremo offrendo documentazione nella
nostra Rivista.
Facciamo conoscere in questo fascicolo due notevoli lavori. Il primo
è un gruppo di case d’abitazione di carattere signorile
in Viale della Regina a Roma in cui sono da rilevate specialmente l’oculato
e fruttuoso uso dell’area fabbricabile, in dipendenza dei più
recenti vincoli offerti dal vigente regolamento edilizio, e la sobria
e serena veste architettonica. L’ossatura è in cemento
armato. La fondazione a piloni in muratura.
Il secondo edificio situato in Via Sannio angolo Via Ardea in Roma,
ospita al pianterreno la Centrale Appia della “Telefonica Tirrena”
ed ai piani superiori alloggi di civile abitazione.
Anche questo fabbricato ha l’ossatura in cemento armato.
N. D. R. IL PALAZZO DELLA “FIAT” IN ROMA
dell’Arch. ENRICO DEL DEBBIO
L’arch. Enrico Del Debbio ha costruito il palazzo della “Fiat”
in Via Calabria a Roma.
L’opera non è più recentissima (del 1923). La pianta
non offre l’interesse che avrebbe potuto destare qualora l’architetto
fosse stato libero di svolgerla secondo il suo criterio; mentre invece
la nuova costruzione, adattamento di una preesistente, ha dovuto soggiacere
a vincoli troppo serrati.
Presentiamo invece i prospetti ed i dettagli.
N. D. R. LA SEDE DEL FASCIO DI PASSIRANO dell’Arch.
ANGELO MAZZONI
L’ing. Angiolo Mazzoni svolge ampia attività nel campo
delle costruzioni architettoniche ferroviarie e d’altri edifici
pubblici. Mentre ci proponiamo di offrire in un prossimo fascicolo documentazione
di tale attività, presentiamo qui una sua piccola recente fabbrica,
molto gustosa.
È la sede del Fascio di Combattimento “Enea Guarneri”
in Passirano (Brescia). in essa la sensibilità nudamente costruttiva,
valida per virtù di forma e di proporzione, ha raggiunto notevole
grado di ambientamento al luogo rustico ove si trova.
Le zone di muratura esterne ed involgenti valore architettonico, sono
realizzate interamente in cortina nuda di mattoni con sobri elementi
in pietra da taglio. Il costo del fabbricato risultò modesto,
appena L. 48 al mc. a prescindere dal muro di cinta con cancellata.
N. D. R. SINDACATO NAZIONALE ARCHITETTI
PAGINE DI VITA SINDACALE
LA PAROLA DEL SEGRETARIO NAZIONALE DEL NOSTRO SINDACATO,
ON. CALZA-BINI, DOPO LE ELEZIONI POLITICHE
Dopo che, a ben meritato premio dell’intensa opera svolta per
l’organizzazione della compagine degli Architetti Italiani in
indipendente unità professionale e sindacale, il nostro Segretario
Nazionale fu alzato all’alta dignità politica ed al nuovo
posto di guida che gli consentirà di continuare con accresciuta
efficacia il suo tenace lavoro nell’interesse superiore dell’Architettura
Italiana, Egli ha inviato ai Segretari interprovinciali ed ai Fiduciari
provinciali la seguente circolare:
Camerata,
Compiute le operazioni per il Plebiscito ed esaurito il compito a me
affidato per la propaganda, mi è particolarmente gradito rivolgere
a voi, e per vostro mezzo ai Colleghi del Sindacato, il mio affettuoso
e cordiale saluto e ringraziamento.
Se qualche modesto merito nel campo Sindacale mi ha valso l’onore
dell’ambita, e da me non cercata e sollecitata, designazione,
posso affermare con lieto animo che di quel merito siete tutti partecipi
poichè solo la sicurezza di sapermi fedelmente e fervidamente
seguito da voi tutti ha potuto darmi la necessaria energia per affrontare
le difficoltà e per vincerle, nell’interesse e nel nome
della cultura artistica del Paese più ancora che in quello della
Categoria e della Classe.
E questo mi piace dire ancora e ben alto, poichè a voi tutti
sia reso il dovuto plauso; il nostro Sindacato ha potuto mantenersi
sempre all’altezza morale con la quale era stato concepito e per
la quale aveva avuto dalle superiori gerarchie il necessario riconoscimento.
Ed è merito vostro, camerati, se mai avete permesso che la nostra
organizzazione a la nostra fede fascista si avvilissero per meschini
e bassi interessi di persona o di parte.
Ora un nuovo campo si apre alla vostra e alla mia attività un
ciclo si è compiuto, uno nuovo si inizia.
Per la difesa dei più sacri diritti dell’arte e della bellezza
Italiana, per il raggiungimento di quei principi che sono premessa non
defettibile di ogni sana riuscita nel campo d’azione è
necessario che ora più che mai voi mi siate da presso non solo
con la fedele e disciplinata compattezza con la quale avete sin qui
data attuazione alle disposizioni che vi sono state comunicate, ma anche
e soprattutto con una collaborazione creativa di energie, con un continuo
suggerimento di idee e di iniziative, che, trascendendo anche la cerchia
del nostro Sindacato, mi siano movente e conforto per nuove vie d’azione
in più vasti campi, per il bene dell’Architettura e quindi
degli Architetti Italiani.
Se sempre il contatto tra la categoria centrale e gli organi periferici
fu necessario, oggi più che mai vi prego di mantenerlo serrato
e cordiale perchè tutto quanto possa interessare la nostra organizzazione
e la intera classe mi sia comunicato, suggerito, richiesto.
Da parte mia assicuro che, bastandomi le forze, la comune causa mi avrà
sempre servitore devoto e fervente, nei ranghi e nei posti di responsabilità,
oggi come ieri, per l’arte, per il fascismo e per l’Italia.
Il Segretario Generale
ALBERTO CALZA-BINI.
BANDO DI CONCORSO PER LA CATTEDRALE DELLA SPEZIA
La città di Spezia, con bolla pontificia pubblicata in questi
giorni, è stata elevata a sede di Diocesi e deve pertanto costruire
la propria Cattedrale. A tal uopo la Diocesi ha emesso il seguente bando
di concorso:
Art. 1. - E indetto un concorso tra gl’Ingegneri e Architetti
italiani per il progetto della Cattedrale della Spezia che dovrà
sorgere nell’area comunale compresa tra il margine a Nord della
costruenda Piazza Vittorio Veneto e quella parte dell’attuale
Monte dei Cappuccini che rimarrà intatta dopo la sistemazione
edilizia del quartiere che è in corso di esecuzione.
Le planimetrie ed i profili in questo bando riprodotti danno un’idea
approssimativa del luogo magnifico, luogo giustamente detto uno dei
più belli del mondo, e degno di un monumento al quale il succedersi
delle generazioni non toglierà, ma accrescerà vita e venerazione
(per ottenere l’invio del testo completo del bando con rilievi,
planimetrie, fotografie, ecc. scrivere a S. E. Monsignor Giovanni Costantini
amministratore apostolico. Diocesi di Spezia).Art. 2. - La nuova Cattedrale,
escluso il presbiterio, le cappelle ed eventuali matronei, dovrà
offrire un’area libera di mq. 1900-2000. Avrà la facciata
principale rivolta verso il mare e il presbiterio verso il dosso montuoso.
L’ubicazione della Chiesa consentirà un piazzale di fronte
all’ingresso principale situato ad un livello superiore a quello
della Piazza Vittorio Veneto così da permettere uno studio di
rampe, di ampie scalee o di altri edifici, che costituiscano un insieme
di masse architettoniche che sostengano la chiesa e decorino il margine
della piazza verso il mare.
Art. 3. - Il piazzale davanti alla Chiesa dovrà assumere forma
e dimensioni tali da consentire quanto più sia possibile la libera
visione del sacro monumento, non soltanto dal mare ma anche dalla sottostante
Piazza Vittorio Veneto.
Art, 4. - Il concorrente completerà lo studio della Cattedrale
con quello del campanile e del piazzale esterno, esprimendo ancora graficamente,
sia pure in linea di massima, il suo progetto per le rampe e le scalee
atte a congiungere armonicamente e praticamente, tanto sul fronte quanto
sui fianchi, la nuova Cattedrale con la piazzetta sottostante. Non è
obbligato a tener conto di eventuali abitazioni canoniche.
Art. 5. - È lasciata ai concorrenti libera facoltà di
dare al sacro edificio qualsiasi forma e qualsiasi espressione artistica,
purchè siano rispettate in modo assoluto le necessità
imposte dal rito e purchè la fisionomia caratteristica della
regione ritrovi nella nuova costruzione elementi di armonia e non mai
di contrasto. Sarà in ogni caso preferito il progetto che, ottemperando
alle necessità del culto e dell’ambiente, si mantenga dentro
forme semplici ed austere che si ricolleghino ai caratteri artistici
peculiari di quella che fu una gloriosa terra di Roma.
Art. 6. - Il numero di Cappelle per altari è lasciato alla libertà
dell’artista; si tenga solamente presente che non dovranno mancare,
oltre l’altare maggiore, un altare per la custodia del SS.mo Sacramento,
uno in onore della SS.ma Vergine, uno in onore di S. Giuseppe, protettore
degli operai, e uno in onore di S. Antonio Abate, titolare di una Confraternita
molto antica e molto benemerita della città della Spezia.
Art 7. - Per partecipare al Concorso gli Artisti dovranno presentare
le seguenti tavole:
1) Planimetria generale in scala 1: 200.
2) Pianta della Chiesa in scala di 1 : 200.
2) Sezione longitudinale e trasversale della Chiesa in scala da 1 :100.
4) Profili d’insieme della sistemazione esterna in scala da 1
: 200.
5) Tutti i prospetti in scala da 1 :100.
6) Una prospettiva della Chiesa dall’esterno, presa dal punto
segnato con una croce nella pianta della Piazza Vittorio Veneto.
7) Una prospettiva dell’interno presa dall’angolo di sinistra
della porta d’ingresso.
Queste tavole dovranno essere accompagnate da un preventivo sommario
della spesa, ma limitato solo alla chiesa ed al campanile.
Art. 8. - I materiali per la costruzione dell’opera dovranno essere
quelli offerti dalle regioni più vicine alla Città cui
la Chiesa è destinata.
Non sarà ammesso l’uso di pietra artificiale e saranno
invece acconsentiti tutti i mezzi e i materiali che sono accolti dalla
buona arte decorativa.
Art. 9. - L’importo complessivo dell’opera, chiesa e campanile,
escluse per l’interno le decorazioni pittoriche o modellate, e
il pavimento e gli altari, e per l’esterno le statue, le decorazioni
in affresco o in mosaico, ed esclusa anche la sistemazione esterna del
piazzale, delle rampe e delle scalee, non dovrà oltrepassare
la somma di otto milioni.
Art. 10 - La Giuria Artistica per l’esame del progetto sarà
composta dai seguenti membri:
Calza Bini Alberto, Architetto, Segretario Generale del Sindacato Nazionale
Fascista degli Architetti.
Caronti Abate Emanuele O. S. B. Professore di Liturgia.
Cerilli Federico, Ingegnere Capo della Provincia della Spezia.
Cirilli Guido, Architetto, Professore della Scuola Superiore d’Architettura
a Venezia.
Giovannoni Gustavo, Architetto, Professore della Scuola Superiore di
Architettura a Roma; Membro del Consiglio Superiore di Belle Arti.
Giuliani Luigi, Ingegnere Capo del Comune della Spezia. Marangoni Luigi,
Ingegnere; Membro del Consiglio Superiore di Belle Arti e Direttore
dei lavori di S. Marco a Venezia.
Nicoletti Paolo, Ingegnere Capo del Genio Marina alla Spezia.
Ojetti Ugo, Scrittore d’Arte.
E’ in facoltà dell’Ordinario della Diocesi di sostituire,
ove lo creda opportuno, i Membri che per qualunque motivo fossero assenti
nei giorni stabiliti per l’esame del progetti.
Art. 11. - La consegna dei progetti dovrà essere fatta franca
di porto alla Sede del Palazzo Vescovile - Via Biazza N. 7 - nella Città
della Spezia non più tardi del 27 Agosto 1929.
Art. 12. - Non saranno accettati quei progetti che giungessero dopo
trascorso il termine prescritto. I progetti dovranno essere contrassegnati
da un motto o accompagnati da una busta chiusa contenente nome e cognome
e indirizzo dell’Autore.
Art. 13. - Non più tardi di un mese dal loro arrivo, i progetti
verranno esposti al pubblico a cura della Commissione esecutiva dalla
Cattedrale e per la durata di 15 giorni. Non appena chiusa la Mostra,
da parte della Giuria Artistica sopra accennata, verranno scelti quei
progetti, in numero non maggiore di cinque, che sopra gli altri emergeranno
per genialità di concetto e per migliore corrispondenza alle
condizioni del Bando di Concorso, a meno che non sia presentato un progetto
il quale, per le eccezionali sue qualità, non venga ritenuto
senz’altro meritevole della scelta definitiva restando alla Giuria
di fissare il premio da corrispondere all’Autore.
Gli Autori dei progetti scelti saranno invitati ai Concorso di secondo
grado con norme che saranno dalla stessa Giuria Artistica fissate.
Art. 14. - La Commissione Esecutiva della Cattedrale mette a disposizione
della Giuria Artistica lire 80.000 che essa dividerà a titolo
compenso e spese nelle proporzioni che crederà opportune tra
l’artista vincitore e gli altri chiamati al concorso di secondo
grado. Tale compenso sarà dato a presentazione avvenuta del nuovo
e definitivo progetto.
Art. 15. - Anche i progetti presentati per il concorso di secondo grado
non più tardi di un mese dal loro arrivo saranno esposti al pubblico
per la durata di 15 giorni. Non appena chiusa la mostra la stessa Giuria
Artistica nominata nell’articolo 9 farà la scelta del progetto
ritenuto il migliore proponendolo all’Ordinario della Spezia per
la costruzione.
Art. 16. - Al concorrente cui appartiene il progetto prescelto sarà
affidata la direzione artistica della costruzione con un onorario del
1.50 per cento. Alla Commissione Esecutiva della Cattedrale della Spezia
sarà riservata la direzione tecnico-amministrativa della costruzione.
Rimarrà alla Commissione esecutiva, in pieno accordo con l’Ufficio
Belle Arti di Genova, la vigilanza artistica sulla esecuzione del progetto,
allo scopo che questa risponda ai concetti d’arte per i quali
il progetto fu accolto,
Art. 17. - Quando per causa di forza maggiore o per qualsiasi altro
motivo, non si potesse addivenire alla costruzione della Cattedrale
scelta, nessun diritto a compenso ulteriore potrà essere accampato
da parte del progettista vincitore, in confronto della Commissione Esecutiva
e dell’Ordinario della Spezia.
Art. 18. - I Concorrenti non premiati dovranno ritirate a proprie spese,
entro trenta giorni dalla pubblicazione del giudizio, i progetti presentati.
Oltre questo termine i progetti si considereranno rilasciati definitivamente
alla Commissione Esecutiva della Cattedrale della Spezia.
Art. 19. - Dell’esito del Concorso sarà data relazione
a mezzo della stampa.
Art. 20. - La Commissione Esecutiva della Cattedrale della Spezia, pur
avendo la massima cura dei progetti, non assume responsabilità
alcuna riguardo ai medesimi.
La Commissione Esecutiva della Cattedrale
della Spezia
NOTIZIE CIRCA L’AMMOBILIAMENTO ALLA IV ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE
DELLE ARTI DECORATIVE E INDUSTRIALI MODERNE A MONZA.
Come verrà rappresentata l’arte dell’ebanisteria
e dell’arredamento alla prossima IV Esposizione Internazionale
delle Arti Decorative e Industriali moderne? Le opere e gli allestimenti
che testimonieranno dell’altezza e del valore della produzione
Italiana in questo campo saranno distribuiti secondo due concetti:
I mobili d’arte che siano pezzi a sè, nei quali originalità,
modernità e sapienza di disegno si sposino all’impiego
di legni di pregio ed alle virtù di una lavorazione magistrale
ed impeccabile in ogni particolare, saranno accolti ad ornamento delle
sezioni d’arte: da quella dei decoratori a quella delle stoffe,
a quella dei vetri, degli argenti, delle ceramiche, ecc., a completare
questi ambienti medesimi, a spiccare tra gli oggetti esposti, a contenerne
alcuni. Questi mobili, per esemplificare, potranno essere vetrine, tavoli,
scaffali, scrivanie, stipi, cofani, armadi, cantonali, madie, cassettoni,
ecc., ed anche sedie, divani e poltrone. Fra essi la Giuria sceglierà
le opere di maggior pregio destinate a costituire la base della “Raccolta
del Mobile” nella “Galleria delle Arti Decorative Moderne”,
a cui il Consorzio Milano-Monza-Umanitaria darà principio a partire
dall’anno prossimo.
Gli ambienti, invece, completamente arredati per l’uso della vita
d’oggi saranno riuniti a costituire la grande “Galleria
dell’arredamento”. Questi ambienti, per non cadere in equivoci,
saranno di precisa destinazione; per esempio: camera da letto, sala
da pranzo, sala di famiglia, bagno, cucina, studio, cabina di nave,
d’aeroplano, negozio, ecc.
In questi ambienti l’arredamento dovrà essere completo,
dalle tappezzerie alla illuminazione, ai pavimenti, e condotto, anche
nel dettagli, secondo criteri di assoluta modernità nell’impiego
dei materiali, degli impianti e dei procedimenti tecnici, cosicchè
tutto il repertorio delle cose occorrenti alla nostra vita vi appaia
in atto nel modo più seducente, convincente e moderno.
È ovvio che si esiga che le doti di moderna fantasia di gusto
e di bella condotta tecnica siano nel più alto grado manifeste
negli ambienti di tale sezione, ma a queste dovranno aggiungersi la
ragionevolezza del prezzo e la garanzia della effettiva efficienza produttiva
di chi li presenta, in quanto che sono queste le condizioni essenziali
le quali, convincendo il visitatore, danno incremento alle vendite e
determinano il successo della Mostra.
In questa sezione si potrà anche costituire, mediante accordi
fra gli espositori e il Direttorio, un seguito di stanze che componga
un appartamento grande o piccolo.Alla Direzione della Mostra, che ha
sede a Milano in via Gaetano Negri N. 10 (telefono 37-587) possono in
ogni momento rivolgersi gli artisti e gli industriali per richiedere
tutte quelle notizie che possano valere a meglio indirizzare il loro
lavoro in vista dei criteri generali di ordinamento dell’Esposizione
e di quelli particolari di distribuzione dell’ammobiliamento.
Particolarmente potranno essere richieste indicazioni per quel che riguarda
la presentazione dei mobili d’arte isolati destinati a figurare,
come si è detto, nelle varie sezioni.