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W. DOUGILL: Concorso internazionale per la sistemazione edilizia del centro di Birmingham, con 12 illustrazioni |
Anche nella Gran Bretagna, dunque, conservatrice strenua dette sue tradizioni, comincia ad invadere luso dei pubblici concorsi per piani regolatori.
Il sintomo è ottimo e se forse i risultati generali non sono, ancora quelli che ci aspetteremmo, pure un gran passo innanzi stato fatto. Lo riconosce anche il sig. W. Dougill autore dellarticolo illustrativo del Concorso per il piano regolatore del vecchio centro di Birmingham. Egli critica però il bando per leccessiva libertà lasciata ai concorrenti nello sviluppo dei progetti e per la restrizione imposta invece nellarea sulla quale potevano esercitarsi le loro fantasie edilizie. Siamo pienamente daccordo con lui su questo secondo punto. I1 concorso, ristretto a quella piccola zona centrale, limitata dal cerchio di 900 piedi inglesi di raggio, non poteva portare a soluzioni che si innestassero organicamente nella struttura generale della città. Sarebbe quindi stato quanto mai desiderabile che questo concorso che chiameremo parziale, fosse stato integrazione di un altro, generale, se pure a larghissime maglie, comprendente tutto labitato. Quanto al primo punto, la eccessiva libertà lasciata ai concorrenti, essa ci sembra conseguenza logica dellaver indetto il concorso internazionale. È evidente che premesso ciò, non si potevano imporre condizioni e clausole troppo restrittive dellattività dei partecipanti, molti dei quali stranieri. Ciò conferma la nostra opinione che il Comune di Birmingham non pretendesse col concorso di venire in possesso di un progetto ben definito e senzaltro attuabile, ma volesse avere a sua disposizione parecchi progetti, dai quali togliere quegli elementi che, fusi ed integrati, portassero a quel piano regolatore definitivo e realizzabile necessario alla Comunità. Ammesso questo, come giustamente dice lautore. noi vediamo progetti che abbattendo gran parte del quartiere centrale, distruggono il carattere della città e le sue tradizioni, creando grandi edifici e piazze enormi in luogo dei piccoli elementi esistenti. Dallaltra parte progetti che, giustamente preoccupati di presentare schemi di possibile attuazione, limitano le demolizioni e gli sventramenti e cercano di adattare il vecchio centro creandovi solo le due principali linee di attraversamento veramente necessarie per una buona viabilità. E stato un bene o un male laver reso il concorso internazionale? Non questa la sede per poter giudicare; entrano in campo in questo argomento, il sentimento nazionale inglese e la difesa delle tradizioni locali; dallarticolo scritto da un inglese in Inghilterra traspare un senso di rammarico per il fatto che la classifica non certo stata favorevole ai concorrenti inglesi. Però a parte queste considerazioni, e con i pochi elementi di giudizio a nostra disposizione, possiamo affermare che la classifica è stata lunica possibile; nessun dubbio e di nessun genere poteva nascere circa lassegnazione del primo premio vinto dai sigg. Romanoff, e solo qualche piccolo spostamento nellassegnazione dei premi minori ci sarebbe sembrato opportuno, ma ciò ripetiamo, esclusivamente in base alle nostre poche cognizioni. Sottoscriviamo pienamente tutte le critiche e riserve formulate dal sig. W. Dougill, nellesame parziale dei progetti, e formuliamo il voto che anche altre città della Gran Bretagna seguano lesempio di Birmingham ed aprano ai loro architetti quelle nobili gare dalle quali veramente si può giudicare del progresso raggiunto da una nazione nel campo dellUrbanesimo. Una maggiore frequenza nei concorsi permetterà anche di ovviare agli inconvenienti lamentati in questo per la suo organizzazione. LUIGI LENZI. Al pari di molte altre città dellInghilterra, Birmingham ha inteso la necessità di sistemazione del suo centro, che verrebbe cosi ad assumere importanza adeguata allo sviluppo raggiunto in questi ultimi anni dalla città. Il centro attuale sufficiente ai bisogni di una volta, deve oggi, dato il rapido e continuo aumento di popolazione, il conseguente sviluppo planimetrico dellarea abitata, assumere caratteri più grandiosi dal punto di vista estetico, più comodi e pratici dal punto di vista della viabilità, per rispondere al suo scopo primo ed essere il centro di gravitazione di tutto lagglomerato urbano. Questa necessità non è intesa solo per ragioni estetiche. In passato gli edifici pubblici costruiti volta per volta secondo i bisogni e le condizioni sociali dellepoca, sorsero nelle zone più disparate della città, a volte a grande distanza dal centro dellabitato, creando quindi inconvenienti piuttosto gravi al lavoro che si doveva svolgere fra gli uffici di una stessa amministrazione. Oggi le varie sezioni Municipali sono invece considerate come appartenenti ad ununità pel governo della cosa pubblica. Ecco dunque che sentiamo lassoluto ed improrogabile bisogno di riunirli in un edificio unico, od in una serie di edifici logicamente collegati fra loro. Questo lo scopo principale: ed invero un gran passo, innanzi nella risoluzione del problema urbanistico di Birmingham hanno compiuto le autorità locali col bandire il concorso che ci accingiamo ad illustrare. Oltre ai problemi estetici che riguardavano la creazione del nuovo e monumentale centro urbano, era necessario affrontare seriamente e con mezzi adeguati quelli derivanti dallintensissimo traffico che la città, virtualmente centro industriale più importante della regione, deve subite in alcune ore del giorno. Furono studiati ed adottati vari sistemi per facilitare la viabilità, ma risultarono tutti, non radicali, e quindi inadatti alla soluzione del problema che sempre più imperioso si presentava alle autorità cittadine. Fu deciso che il concorso dovesse essere internazionale, e lorganizzazione ne fu affidata al Sig. H. V. Lanchester (del Royal Institute British Architects) che fu chiamato a giudicare i progetti. Il problema difficile e complesso richiedeva grande abilità per essere risolto razionalmente. La zona entro la quale si doveva studiare il piano di adattamento del centro civico è compresa in un cerchio di 900 piedi di raggio (ml. 2743,20) con centro sullasse del monumento commemorativo alla Vittoria (Tav. I). Fu però ammesso che questo non dovesse necessariamente essere il centro geometrico, e il baricentro dei progetti, pure raccomandando ai concorrenti di non spingere il loro lavoro, molto oltre i limiti loro assegnati dal Capitolato doneri, entro i quali sono compresi molti stabilimenti e locali commerciali e una buona percentuale di aree libere. Oltremodo inopportuna questa limitazione. Il concorso sarebbe senza dubbio riuscito molto più ricco di utili risultati se larea sulla quale i concorrenti erano dal bando chiamati ad operate fosse stata molto maggiore: si sarebbero ottenute soluzioni di gran lunga più organiche, e i progetti per la sistemazione del centro, presentati al concorso, sarebbero stati tutti molto più coordinati e fusi collossatura generale della città. Si sarebbe dovuto far precedere questa gara da unaltra che avesse avuto per oggetto la sistemazione generale di Birmingham, così che questa avrebbe investito come particolare la sola zona centrale. Questa è a quota notevolmente più alta del resto e forma una dorsale elevata che corre da Nord-Est a Sud-Ovest. Attualmente le linee di gran traffico sono due che si intersecano, quasi ad angolo retto, nelle immediata vicinanze del Monumento alla Vittoria. La prima da Sud-Est a Nord-Ovest, Via Easy Row, La seconda da Sud-Ovest a Nord-Est, Via Broad Street. A questo traffico che chiamo lineare e di transito si può aggiungere quello locale e che specialmente nel centro ed in alcune ore del giorno diventa molto intenso; bisogna riconoscere che il giudice tenne il più gran conto della soluzione dei problemi del traffico da parte dei concorrenti, per la loro classifica. Si richiedeva di indicare nel progetto le aree destinate al Palazzo di Città, agli Uffici Municipali, al Museo di Scienze Naturali ed alla Biblioteca, infine ad altri ritenuti necessari. La massima libertà era lasciata ai concorrenti, e pochissime erano le clausole restrittive della loro attività, se si tiene conto che il bando non accennava affatto quale degli edifici esistenti dovesse essere rispettato. Alle domande che su questo argomento furono rivolte agli organizzatori da parte dei concorrenti fu risposto in modo molto evasivo. Questa grande libertà concessa, ci permette una prima larghissima divisione sommaria dei progetti presentati: da una parte quelli che consideravano tutta la zona compresa entro i limiti del concorso come area libera da qualsiasi vincolo senza affatto curarsi se gli edifici esistenti fossero o no di natura tale da dover esser conservati: dallaltra quelli che nello studio dei loro elaborati tennero largamente conto delle attuali condizioni del luogo. Ne risulta immediatamente che questi ultimi sono almeno nella loro maggioranza attuabili, poichè nessuna insuperabile difficoltà di ordine finanziario si oppone alla loro esecuzione integrale. Facciamo anche astrazione da queste difficoltà, purtroppo al giorno doggi sempre presenti, ma ribadiamo però un concetto che ci sembra fondamentale; nella soluzione dei problemi urbanistici bisogna aver presente sempre la continuità storica dello sviluppo della città, e questo sotto il duplice aspetto dellarchitettura e della viabilità. Il distruggere tutti gli edifici dellattuale centro di Birmingham e il sostituirli con altri di tipo e carattere completamente differenti, non ci sembra metodo buono e consigliabile. A questo punto viene spontanea la domanda che si devono esser posta molti fra i concorrenti: lEnte banditore richiede un progetto ben definito nei particolari e realizzabile, o vuole invece poter avere a sua disposizione più progetti dai quali poter togliere soluzioni urbanistiche e partiti architettonici utilizzabili per un futuro piano regolatore municipale? Ambedue queste conclusioni erano giustificate dal bando, che però aggiungeva che lAmministrazione si riserbava lassoluta libertà di procedere o meno allesecuzione del progetto vincitore e di apportarvi in sede di esecuzione quelle modifiche e varianti ritenute opportune senza che lautore potesse sollevare eccezioni di sorta; ci sembra che la seconda conclusione fosse la giusta. A conferma di ciò possiamo notare che alcuni fra i progetti migliori in classifica si curavano pochissimo delle condizioni attuali. Comunque quello che fermamente speriamo è che il progetto di definitiva sistemazione della zona, sia studiato con amore e che sia tenuto il massimo conto delle idee apportate dal concorso alla soluzione dei vari problemi. Ed a questo riguardo non ci stancheremo dal ripetere la necessità che le Autorità Comunali si servano dellopera del vincitore del concorso, almeno come consulenza, per la redazione del progetto definitivo. I disegni, per quanto bene eseguiti, non possono esprimere che alcune idee dellautore, e come sempre fino ad oggi, risulterebbe assai pericoloso, sì da pregiudicare ed anche annullare i vantaggi ottenuti col concorso, laffidare ad estranei non responsabili, linterpretazione e lesecuzione di quei disegni senza che lautore abbia la possibilità di illustrarne lo spirito o di combattere quelle critiche che potessero essere mosse al suo operato. La classifica è la seguente: Primo premio - Lst, 1000 - Massimiliano Romanoff & Ziza Duerteim Romanoff. Parigi. PREMI SUPPLEMENTARI: Primo premio. - Lst. 200 - G. Niedermann e K. Hippenmeier. Zurigo. Secondo premio. - Lst. 200 - L. M. Austin, Heston, Middlesex. Terzo premio. - Lst. 100 - Adams, Thompson e Fry. Westminster. Quarto premio. - Lst. 100 E. Prentice Mawson. Westminster. Quinto premio. - Lt. 100 - G. Oulie-Hansen. Oslo. Norvegia. Sesto premio. - Lst, 100 - Armando dAngelo. New-York. Settimo premio. - Lst. 50 - J. A. Boeken. Amsterdam. Ottavo premio - Lst. 50 - L. Berthin. Parigi. Dunque su nove concorrenti premiati, sei sono stranieri. A prima vista si dovrebbe quindi ragionevolmente ammettere che noi inglesi non siamo allavanguardia nel campo dellurbanesimo, Ciò non è esatto. Il fatto che il maggior numero dei premi in denaro fu vinto da concorrenti esteri è dipeso esclusivamente dallavere questi ultimi considerata la zona centrale di Birmingham compresa entro i limiti del bando per il piano regolatore, come area libera su cui operare a loro piacimento senza preoccuparsi del lato economico del problema. Gli inglesi invece visitata la città, resisi padroni del problema prima di iniziare i loro studi e i loro elaborati, sono partiti dal principio di rispettare fin che sia possibile le condizioni attuali della città ed hanno quindi, in grandissima maggioranza, presentato progetti definiti anche nei loro particolari e di possibile attuazione. Gli stranieri raccolsero più larga messe di allori: ciò conferma che scopo era di entrare, col concorso, in possesso di molti progetti inspirati a concetti diversi, e ricchi di soluzioni varie, e non di scegliere fra i concorrenti un progetto definitivo da porre senzaltro in attuazione. Esaminiamo il progetto vincitore. Gli architetti Massimiliano e Ziza Duerteim Romanoff, cambiata la disposizione generale del centro cittadino hanno risolto in maniera superiore ad ogni elogio le difficoltà attuali del traffico. Attualmente larteria di maggior traffico della città parte da Broad Street, si raccorda in curva con Paradise Street e a Colmore Row. Nel progetto in esame essa è stata in parte soppressa per essere sostituita da una linea di grande comunicazione da Sud-Ovest a Nord-Est, comprendente nel primo tratto lattuale Broad Street fino al nuovo Palazzo di Città. Qui la Broad Street si biforca e dà origine a due grandi arterie parallele, la Charles Street e la Fleet Street, convenientemente allargate di sezione. Il Palazzo di Città progettato in quel punto serve di sfondo panoramico alla grande Broad Street, nobilitando così il principale accesso Sud-Est a Birmingham. La più importante via di comunicazione attualmente costituita dalla linea Broad Street, Paradise Street. Colmore Row è ora sostituita dalla linea Broad Street-Charles Street sulla quale si viene ad imperniare lo schema planimetrico generale del progetto, e che inoltre risolve splendidamente il problema più arduo del tema: divide il traffico leggero da quello pesante svolgentesi in questa direzione, permettendo solo a quello leggero di passare tangenzialmente al Monumento alla Vittoria e incanalando quello pesante nellarteria sussidiaria ad esso parallela. È specialmente questa soluzione ottima sotto ogni aspetto che distanzia il progetto dei Sigg. Romanoff da tutti gli altri. Assunta questa arteria come cardine, il progetto completo non ne è che logica conseguenza. La comunicazione attuale Sud-Est, Nord-Ovest. utilizza in parte la Suffolke-Street, Easy-Row e Summer-Row, ed è stata mantenuta in parte. Essa è resa molto più efficiente da unarteria di diretto collegamento fra la Suffolk Street e Summer Hill. Anche in questa direzione abbiamo quindi due vie, luna, la nuova, diretta e di maggior respiro, laltra, con percorso analogo allantica opportunamente aumentata di sezione con tagli e provvedimenti parziali, serve di arteria sussidiaria. in una variante proposta si prende un passaggio sotterraneo destinato al solo traffico tranviario che unirebbe direttamente Suffolk Street e Summer Hill, servendo quindi come utilissimo collegamento fra le reti tranviarie cittadine e vicinali settentrionali e quelle meridionali. Nellimportantissimo nodo creato dallincrocio delle su illustrate grandi arterie di comunicazione, la Suffolk-Street-Summer Hill è stata notevolmente allargata di sezione si da formare una vera e propria piazza, la Piazza Principale: si previene così ogni possibile futura congestione del traffico e si dà alla città questo polmone attorno al quale sorgeranno nella loro degna cornice gli edifici pubblici progettati. Il Monumento alla Vittoria viene a trovarsi in un angolo di questa nuova Piazza addossato ad una zona verde che ottimamente gli serve da sfondo e libero così su tre lati acquista in valore spirituale. Eccellente la disposizione degli edifici pubblici. Il Museo e la Biblioteca chiudono col Palazzo di Città i tre lati di una piazzetta di riposo opportunamente lasciata immune dal traffico dei veicoli. Al di là della grande via, di fronte al Palazzo di Città ed in modo da chiudere in certo modo il quarto lato della piazza sorge il blocco degli edifici municipali. Il progetto classificato per primo ha poi oltre ai pregi già elencati, quello notevolissimo di adattarsi alla complessa struttura della città, sì da risultare parte integrante ed adagiarsi senza sforzo alcuno nella sua naturale anatomia. Alcune critiche al bando per prescrizioni circa la presentazione dei progetti. Massima libertà dunque ai concorrenti, sia per il numero che per le dimensioni delle tavole da presentare, sia per il sistema col quale questi elaborati potevano esser trattati. Conseguenza logica: ogni progetto fu diverso dagli altri, e mentre alcuni si limitavano nelle prospettive illustranti le piante, a disegni esclusivamente di massa, altri invece si persero nei più minuti dettagli architettonici. Il Capitolato doneri sarebbe stato molto più efficace se avesse contenuto norme precise sul modo di presentazione richiesto per i disegni, Tutti i concorrenti avrebbero forse realizzato economia di tempo e di lavoro. Disgraziatamente i concorsi per piani regolatori e di ampliamento non sono stati sinora così frequenti da averci potuto far conoscere per personale esperienza quale sia il metodo migliore per la compilazione dei bandi di concorso. Il progetto vincitore, presentato con una serie importante di tavole, rivela nella tecnica grafica quella francescana semplicità, idea base di tutto il lavoro, ed ha la principale caratteristica dellopera darte: sembra creato senza studio e sforzo alcuno e quindi osservandolo ci si chiede come a simile soluzione non si sia pensato prima, Nella prospettiva che presentiamo, con gli edifici, spogliati di ogni loro particolare architettonico, presentati nella loro massa, gli autori realizzano, con notevole economia di tempo, il migliore effetto illustrativo, Con questo sistema, infatti, a prima vista ci si rende conto del come siano state risolte le molte e complicate questioni urbanistiche, insite nel problema. OGGETTI PREMIATI Il progetto dei Sigg. Niedermann e Hippenmaier di Zurigo (tav. 4) prevede unottima comunicazione Sud-Ovest, Nord-Est, però disimpegnata da una sola via, ma non prevede invece nessun miglioramento per le comunicazioni normali alla precedente, Sud-Est, Nord-Ovest. La Suffolk Street, attualmente principale linea di traffico in questa direzione la cui importanza non potrà che crescere collandare del tempo, è in questo progetto sbarrata al suo sbocco in Paradise Street. Vi è, è vero, la Hill Street, parallela alla Suffolk Street, che notevolmente aumentata di sezione funziona ottimamente da arteria sussidiaria; ma in Victoria Square, passando tangenzialmente alla antica Town Hall, non fa che aumentare lattuale, già eccessiva, congestione dei traffici. Buona la disposizione dei pubblici edifici in rapporto al Monumento alla Vittoria che viene a trovarsi al centro di una piazza non di transito, e lisolamento della antica Town Hall, raro esempio ben conservato di architettura classica. Osserviamo che in questo progetto sono troppe e troppo vicine le zone verdi tutte simili se non uguali nella forma e nelle dimensioni. Il progetto a firma L. M. Austin (tav. 5) da un lato risolve bene il problema del traffico Sud-Ovest Nord-Est, utilizzando con opportuni ampliamenti la Broad Street e la Charles Street, non così dallaltro, quello della grande arteria Sud-Est Nord-Ovest, la cui risoluzione non presenta che pochissimi vantaggi rispetto a quella adottata nel progetto precedente. Il traffico Suffolk Street Summer Hill passerebbe per il baricentro della nuova piazza triangolare, ma per le strade sboccanti su di essa sono previsti allargamenti assolutamente insufficienti per smaltire lenorme traffico che si formerà in quellincrocio. Due importanti caratteristiche differenziano questo progetto dagli altri: una piazza stellare ideata nel punto dincrocio di Summer Hill con la via di comunicazione proveniente da Sud-Est, e una seconda gran piazza pressochè rettangolare immaginata nelle immediate vicinanze della prima. Ora se quella circolare è in certo modo giustificata, ci riesce invece molto difficile trovare le ragioni determinanti laltra, a meno di non ammettere che lautore del progetto abbia senzaltro ritenuto di difficile sfruttamento edilizio quella zona, data la sua tormentata altimetria. Quali siano stati i criteri generatori di questa piazza, essa sopratutto ci sembra eccessiva nelle dimensioni e non in rapporto con la piazza triangolare già citata, e con lossatura planimetrica generale del progetto. Comunque queste due grandi piazze fanno gravitare la città verso Summer Hill, e può anche darsi che questo scopo fosse nelle precise intenzioni dellautore, intenzioni, però, quanto mai criticabili poichè i piedi della Summer Hill sono alla quota più bassa di tutta la zona; è quindi molto problematico se con i mezzi artificiali a sua disposizione lurbanista sarebbe stato capace di far scendere la popolazione dalle alture di Broad Street alle basse pendici di Summer Hill. Notevole la disposizione data agli edifici pubblici, che forse lasciano a desiderare nella forma. I due progetti, presentati dai Sigg. Adams, Thompson e Fry (tav. 6) e dal Sig. Mawson (tav. 7-8) sono molto simili fra loro per quel che riguarda il concetto informatore. Li esamineremo in parallelo. Conservato il Monumento alla Vittoria nella sua posizione attuale, entrambi i progetti lo rendono più imponente col collegarlo planimetricamente con un altro edificio simile, mediante una larga fascia verde. Sulla gran piazza, rettangolare, molto allungata, di risulta, affacciano tutti gli edifici pubblici che quindi la fanno assurgere a grado di piazza principale a forma di Circo. In esso la gran fascia verde con il Monumento ad unestremità ed una costruzione analoga come massa, se pur differente come destinazione, allaltra, ha funzione di spina. Lidea di dare al Monumento un duplicato, se non nel suo simbolo, certo nella sua funzione urbanistica, non è felice. Esso viene immediatamente a perdere tutto il suo prestigio di monumento più caro e più sacro di Birmingham. La comunicazione Sud-Est Nord-Ovest è molto bene risolta in entrambi i progetti e in quello del Sig. Mawson anche quella Sud-Ovest-NordEst. Questultima è ottenuta biforcando la Broad Street al suo sbocco nella Piazza principale raggiungendo così un notevole miglioramento nel traffico di accesso al Palazzo di Città ed agli altri edifici pubblici, soluzione questa molto migliore che non quella progettata dai Sigg. Adams, Thompson e Fry. Altra analogia dei due progetti: il prolungamento diretto di Paradise Street verso Broad Street con funzione di arteria sussidiaria e commerciale. Soluzione questa che, suggerita dal bando, costituiva già la grande caratteristica di alcuni precedenti piani regolatori. Il Sig. G. Oulie-Hansen, da Oslo (Norvegia) risolve il problema con una gran piazza triangolare, sotto certi aspetti simile a quella studiata dal Sig. Austin. Mentre la disposizione degli edifici pubblici che affacciano sulla Piazza, è evidentemente più razionale in questo che in altri progetti presentati, laspetto architettonico delle fronti degli edifici, perde in continuità, causa i molteplici cambiamenti di direzione. I problemi del traffico sono in massima egregiamente risolti e linnesto di Broad Street colla Piazza facilita enormemente le comunicazioni fra i quartieri Sud-Ovest e quelli Nord-Est della città. Forse è stata data eccessiva ampiezza allarteria commerciale, prolungamento verso Ovest della Paradise Street, a detrimento della linea di gran comunicazione Broad Street- New Street, che avrebbe richiesto una sezione maggiore. Il merito principale del progetto presentato dal Sig. Armando dAngelo di New-York (tavola 10), consiste nellabilità con la quale lautore ha risolto alcune parziali sistemazioni planimetriche riuscendo a dare a quasi tutte le vie importanti quello sfondo architettonico che le nobilita e caratterizza. Limportanza del Monumento Commemorativo è notevolmente alimentata col renderlo chiave di volta di tutta la sistemazione, ma ciò è stato possibile solo sacrificando le improrogabili necessità del traffico cittadino. Difatti il Monumento viene ad interrompere la continuità della arteria di traffico Sud-Ovest-Nord-Est, laltra, Sud-Est-Nord-Ovest, risulta ancor più difettosa perchè dalla Suffolk Street, via Easy Row, attraverso quattro grandi piazze successive e con percorso tortuoso sbocca in modo altimetricamente non ben definito, nelle vicinanze della Summer-Hill. Anche ad un primo rapido esame, appare eccessiva la frequenza di piazze e zone verdi previste in questo progetto. Se ne vedono infatti quattro di dimensioni così simili che riesce difficile stabilire quale di esse dovesse nelle intenzioni dellautore avere funzioni di Piazza Principale. Il progetto del Sig. A. Boecken di Amsterdam (tav. 11) denota nel suo autore una profonda conoscenza dei principï di urbanesimo enunciati da Camillo Sitte. Dalla Piazza Municipale di forma irregolare come lo sono del resto quasi tutti gli edifici che affacciano su di essa, sono completamente esclusi i punti di vista notevoli, nel senso che comunemente diamo a questo termine. Notevole cura è stata posta nello studio dei problemi delle comunicazioni ed è notevole una piazza a traffico unico in direzione, usata allo sbocco occidentale di Great-Charles Street. Notevole anche il portico che chiude verso Nord-Est la gran Piazza. Il progetto è degno di essere esaminato a lungo e porta un nuovo contributo alla soluzione dei problemi imposti dal presente Concorso. Infine ci resta da esaminare il progetto del Sig. Berthin di Parigi (tav. 12): essenzialmente formale, è simile, nel concetto base, a quello dei Sigg. Adams, Thompson & Fry. Il palazzo Municipale è stato progettato in posizione adeguata alla sua importanza come simbolo della grandezza della città. Il progetto nel suo complesso trattato con largo respiro risulta organico se pure non di facile realizzazione. Dallesame generale dei progetti premiati risulta evidente che scopo dellEnte banditore nellindire il concorso fu quasi esclusivamente quello di scegliere fra le soluzioni presentate quelle che meglio risolvessero la congestione del traffico nella zona centrale, dando poi alla città quel suo centro civico adeguato in importanza allo sviluppo assunto oggi da Birmingham. In Inghilterra, disgraziatamente, i concorsi pubblici per piani regolatori sono fatti rari; e di ciò non possiamo che dolerci specialmente se si tiene conto delle cresciute e sempre crescenti necessità di ordine pratico oltre che estetico, dei piani regolatori e del gran numero di progetti già eseguiti o in corso di esecuzione, progetti tutti che avrebbero richiesto accurata preparazione, grande abilità e sopratutto grandi doti di inventiva. Problemi di eccezionale importanza e difficoltà si presentano negli studi per il miglioramento dei centri urbani, e non vè davvero via migliore per risolverli, dei pubblici concorsi. Con questo sistema gli Enti banditori, vengono in possesso di gran numero di soluzioni ed idee che integrate e adattate alle speciali condizioni di ambiente e di finanze note alle autorità preposte allAmministrazione di quellagglomerato urbano, possono risolvere i problemi. Lesame dei progetti presentati al concorso di Birmingham aggiunge valore a queste mie affermazioni, e ci dice che non soltanto nei progetti premiati, ma direi in tutti i progetti presentati allesame della giuria si notano soluzioni particolari che riusciranno, se bene utilizzate, di grande aiuto allAmministrazione nellelaborare il progetto definitivo, Ci possiamo e dobbiamo congratulare col Comune di Birmingham per avere indetto questo concorso. Non ostante però i pregevoli risultati raggiunti, non ci sembra opportuno nè consigliabile la decisione della Giunta di rendere il Concorso internazionale. Infatti se il progetto classificato primo dalla giuria fosse eseguito e realizzato integralmente o quasi, ci sembrerebbe davvero eccellente lidea di aprire la gara a tutti gli artisti, non soltanto agli inglesi. Ma ciò non sarà perchè le necessità della città e quindi i problemi imposti dal bando sono troppo caratteristicamente inglesi, per poter essere risolti in modo completo da artisti non inglesi; ed allora siamo indotti a credere che il precedente costituito da questo concorso a carattere internazionale sia deplorevole. In ogni caso data la poco frequenza dei pubblici concorsi, per logica conseguenza viene aumentata limportanza di quei pochi che si presentano al nostro esame, almeno dal punto di vista urbanistico. Essi ci permettono, disgraziatamente ad intervalli di tempo troppo lunghi, di esaminare e vagliare le nostre possibilità e giudicare a quale grado sia giunta la nostra cultura in materia. Essi agiscono su di noi come un eccitante periodico e ci permettono di mantenerci al corrente, a contatto, coi rapidi progressi della civiltà moderna. W. DOUGILL |
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