FASCICOLO VI - FEBBRAIO 1929
MARCELLO PIACENTINI: Di alcune particolarità nel Monumento alla Vittoria in Bolzano, con 13 illustrazioni
Il Monumento della Vittoria in Bolzano è stato illustrato in numerose rassegne e giornali sarebbe quindi superfluo tornare a parlarne nella nostra Rivista. Mi limito ad esporre alcune particolarità architettoniche che penso risulteranno interessanti ai nostri lettori.
Fig. 2. In questa pianta è dimostrato come I diametri delle colonne addossate ai muri sieno inferiori a quelli delle colonne che si profilano sul cielo Queste colonne immerse per cosi dire nell’aria hanno i contorni meno definiti e quindi risultano apparentemente più sottili. La differenza tra i diametri (abbastanza sensibile, cioè di cm. 6) è apparsa all’atto pratico appena sufficiente a far sembrare le colonne uguali.
Fig. 3. Onde accentuare il senso di piramidalità dell’intero edificio ho usato uno speciale metodo (greco) di rastremazione delle colonne angolari. Anzichè diminuire i diametri della colonna gradatamente verso l’alto restringendoli ugualmente rispetto a tutto il contorno secondo l’asse verticale della colonna stessa, ho spostato lungo l’asse diagonale della colonna il centro del diametro superiore di cm. 6. La congiungente questo centro del diametro superiore spostato (B) diagonalmente con il centro del diametro inferiore (A) costituisce il nuovo asse obliquo della colonna, la quale quindi ha subito una rastremazione molto sensibile verso l’angolo esterno, e quasi insensibile verso il virtuale angolo interno (dico virtuale perchè la colonna è immersa nel muro). Il punto eccentrico (B) proiezione del centro del diametro superiore ho proiettato parallelamente alla fronte dell’edificio fino ad incontrare gli assi orizzontali delle altre colonne, normali alla fronte stessa (punti C). Questi punti rappresentano la proiezione dei centri dei dia-
metri superiori delle colonne.

Fig. 4. Perchè la colonna conservasse nettamente il carattere di fascio littorio, ho dovuto eliminare base e capitello. Se quindi l’architrave poggiante sulle colonne fosse stato collocato al medesimo piano della tangente ai diametri superiori delle colonne stesse, esso sarebbe risultato pesantissimo e sporgente con un triangolo mistilineo agli angoli dell’edificio, con effetto disastroso. Per ovviare a ciò ho ritirato indietro l’architrave fino a far concidere il suo profilo con il punto (D) d’intersezione del diametro superiore della colonna angolare ed il suo asse orizzontale diagonale. In tal modo l’architrave si trova arretrato rispetto alle colonne, riuscendo sveltito e costituendo una ininterrotta continuità nei profili. Questo partito da anche alle colonne-fascio un senso di simbolismo, mostrandole quasi come applicate ai muri angolari di sostegno.

Fig. 5. Lungo e faticoso è stato il problema della divisione in lobi della pianta della colonna. Un numero maggiore di quello fissato definitivamente faceva perdere il carattere di fascio per far risaltare esclusivamente quello di colonne scanalate. Un numero minore invece avvicinava le colonne al tipo egiziano.

Fig. 6. Questa sezione dell’intero edificio ci mostra la rientranza dell’architrave di cui ho parlato a proposito della fig. 3. Inoltre mostra la inclinazione del grande gocciolataio, dovuta al fatto che esso oltre a ragioni di chiaroscuro ha il compito di funzionare da targa portante la scritta dedicatoria, e quindi meglio visibile dal basso se inclinata. Sopra il fascione dell’attico ho posto un piano inclinato costituente una mezza tinta atta a far risaltare il fascione stesso.
MARCELLO PIACENTINI.

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