FASCICOLO II - OTTOBRE NOVEMBRE 1929
PLINIO MARCONI: Il concorso per il piano regolatore della citta' di Foggia, con 40 illustrazioni

IL CONCORSO PER IL PIANO REGOLATORE DELLA CITTÀ DI FOGGIA

Nello scorso anno il Podestà di Foggia, con lodevolissimo provvedimento, che attualmente va per fortuna estendendosi a città italiane piccole e grandi, bandi un concorso per lo studio di un piano regolatore e di ampliamento della città.
Nella rubrica delle Pagine Sindacali demmo a suo tempo notizia del bando e del suo esito; ora offriamo ai nostri lettori documentazione grafica dei progetti vincitori.
Purtroppo la relazione della Giuria esaminatrice, non fu ancora resa pubblica, sicchè molti elementi obbiettivi circa la graduatoria di merito fissata dalla Giuria stessa, non possono essere qui enunciati: daremo quindi qualche breve notizia sui dati del bando di concorso e sui risultati ottenuti.
Il tema da svolgere era nettamente determinato dalle condizioni poste dal testo e specialmente dai seguenti articoli:

Art. 2. - Il progetto dovrà non solo tener conto dell’immediato domani, ma provvedere anche ai bisogni del futuro per una città di circa 200.000 abitanti, comprese le borgate rurali.

Art. 3. - Si dovranno considerare in particolare:

a) la natura e la intensità dei diversi mezzi di traffico;

b) le necessità dei pubblici servizi;

c) la divisione della città in diverse zone e cioè:

1) zona riservata alla grande industria (da crearsi possibilmente in prossimità dell’impianto ferroviario ed oltre la costruenda strada di circumvallazione);

2) zona per la piccola industria;

3) zona per abitazioni civili a carattere intensivo, da svilupparsi particolarmente nella località costituente il centro cittadino;

4) zone per abitazioni a carattere semi-intensivo o a tipo villini, da distribuirsi nella parte migliore delle aree di ampliamento;

5) zona per case a tipo popolare: i progettisti dovranno altresì prevedere la Costruzione di case di tal genere nelle zone di cui ai numeri precedenti, escluse le vie principali, al fine di agevolare il risanamento delle zone stesse;

6) zona destinata alla popolazione rurale tuttora permanente in città, finquando questa non venga avviata alle borgate di cui al successivo art. 5: detta zona dovrà essere isolata dal restante abitato a mezzo di un ampio spazio a verde;

d) fra i principali obiettivi il progetto, che deve regolare tutte le costruzioni racchiuse dalla costruenda nuova strada di circumvallazione, dovrà contemplare:

1) la conservazione delle caratteristiche storiche, artistiche, ambientali della città;

2) la creazione di nuovi nuclei edilizi concepiti con unità architettonica;

3) il collegamento dei vari quartieri della città tra loro e le grandi strade di traffico;

4) la creazione di nuove strade e piazze e la eventuale sistemazione di quelle esistenti;

5) il risanamento dei quartieri antigienici mercè gli opportuni sventramenti e la sistemazione dei cosiddetti “cortili” esistenti in alcuni quartieri della città;

6) la indicazione delle aree destinate ai vari uffici pubblici ed agli altri edifici necessari alla vita materiale ed intellettuale della città, fra cui:

I. edifici scolastici primari ed asili infantili;
II. teatro Politeama capace di approssimativi N. 3000 posti, con salone per esposizione;
III. campi polisportivi;
IV. edificio per biblioteca e museo;
V. mercati rionali, di cui uno dovrà essere ubicato nell’attuale piazza Mercato e l’altro - per le erbe - in piazza Farina;
VI. bagni popolari;
VII. nuovo edificio per Carceri Giudiziarie (a breve distanza dal Tribunale);
VIII. latrine sotterranee;
IX. lavatoi pubblici da ubicarsi verso la periferia e preferibilmente in prossimità degli attuali abbeveratoi;
X. ricoveri per mietitori;
XI. asili notturni;
XII. locale d’isolamento per malattie infettive;
XIII. stabilimento per l’industrializzazione delle spazzature;
XIV. concimaie comunali da ubicarsi in punti adatti rispetto ai venti dominanti nella zona;
XV. nuova sede del Tiro a Segno Nazionale;
XVI. sedi amministrative, ospedaliere e di assistenza pubblica, provvedendo ad isolare per quanto sia possibile gli attuali istituti ospedalieri e il tubercolosario.

e) la conservazione o la creazione dl spazi a verde, sistematicamente distribuiti nelle parti della città che attualmente ne difettino, di scuole all’aperto, ecc.

Art. 4. - Per la zona d’ampliamento della città si dovranno considerare in particolare:

a) la creazione di nuovi parchi, giardini rionali ecc, che abbiano a costituire un completo organico di spazio a verde;

b) il progetto dovrà prospettare la soluzione del problema dei traffici, prendendo a base il tracciato della costruenda strada di circurmvallazione, in modo da coordinare la circolazione interna con quella sub-urbana e tener presenti gli sviluppi degli impianti ferroviari: dovrà tener presente anche la eventuale costruzione di nuovi aerodromi è campi di atterramento per aeroplani e il loro rapido collegamento con la città;

c) il progetto dovrà essere tale da potersi eseguire gradualmente ed ordinatamente in modo da evitare la formazione di nuclei di abitazioni casuali e parassitarie dei servizi pubblici della città.

Art. 5. - Dovrà essere inoltre presentato lo studio di distinti piani regolatori per borgate rurali capaci di accogliere complessivamente circa 2000 famiglie. Dovrà pertanto il progettista designare sin d’ora le località ove tali borgate potranno sorgere, prevedendole site oltre la strada di circumvallazione.
Dette borgate verranno collegate alla città mediante comode strade in modo da fare affluire rapidamente in essa i prodotti dell’industria agricola.
Il progettista, per quanto possibile, terrà a tal riguardo presenti le condizioni richieste dal R. D. 7 febbraio 1926, n. 193, (art. 52) e dal decreto ministeriale del 26 febbraio 1927 (rispettivamente pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 15-2-1927 e n. 98 del 28-4-1917).

Art. 6. - . . . . . . . . . .

I concorrenti terranno presente che sono state già prescelte per sedi di edifici pubblici le seguenti aree:

1. palazzo degli Uffici Provinciali (Corso Garibaldi);

2. palazzo di Città (Corso Garibaldi);

3. palazzo delle Scuole Medie (Piazza 18 ottobre già Miale da Troia);

4. edifici scuole primarie (nelle attuali sedi dell’Istituto Magistrale, dell’Istituto Tenico e del Comune);

5. mercati rionali (come è stato detto all’art. 3).

Essi terranno altresì presenti il già deliberato ampliamento dell’Istituto e la creazione di un Ippodromo annesso al Deposito dei Cavalli Stalloni.
La Commissione Giudicatrice del Concorso, nominata dal Podestà di Foggia Comm. Perrone, fu presieduta dall’Ing. Cesare Albertini.
I concorrenti furono parecchi ed il concorso può dirsi ottimamente riuscito per la mole di studi di cui fu suscitatore.
Il primo premio di L. 25.000, fu vinto dal progetto redatto dagli Architetti ed Ingegneri: Cancellotti Gino, Lavagnino Roberto, Lenti Luigi, Piccinato Luigi, Scalpelli Alfredo, Valle Cesare (Gruppo degli Urbanisti di Roma).
Il secondo premio di L. 15.000 toccò al progetto eseguito dagli Architetti ed Ingegneri: Paolini Emanuele Filiberto, Petrucci Concezio, Susini Alfio, Tufaroli Mosè.
Furono assegnati ancora due terzi premi ex aequo ai progetti eseguiti dal gruppo di Architetti ed Ingegneri: Chiodi Cesare, Merlo e Brazzola, e dall’altro Gruppo costituito dagli Architetti ed Ingegneri: Ciampoli Vito, Lombardi Pietro, Messina e Vetriani Costantino,
La fotografia aerea della città di Foggia che pubblichiamo rende chiare le condizioni urbanistiche della attuale città e ci è di guida nell’esaminare brevemente le soluzioni proposte dai vari concorrenti. La città ha carattere radicalmente meridionale, le sue vie sono anguste, il loro tracciato del tutto inorganico. Vediamo nettamente nella fotografia il nucleo medioevale, dalle arterie stradali serpeggianti, convergenti alla Piazza centrale. È questa la zona il cui carattere artistico il bando intende sia rispettato e per la quale di conseguenza esso ammette solo soluzioni di risanamento.
La zona a sud, più ordinata, a guisa di scacchiere monotono, è del secolo decimonono ed è costituita prevalentemente di case a un solo piano: essa può essere toccata più profondamente nelle soluzioni del piano d’ampliamento.
La popolazione attuale della città di Foggia è prevalentemente agricola cioè costituita in discreta parte da contadini che, secondo il costume meridionale, abitano anzichè in case coloniche, nei centri urbani più vicini per recarsi di là ai campi pel lavoro quotidiano. Questa parte della popolazione saggiamente il bando di concorso vuol restituita al contado, colla formazione di 40 borgate circostanti lontane più di due chilometri, ospitanti ciascuna non più di 50 famiglie, in modo da albergare complessivamente 2000 famiglie. Con tale provvedimento la nuova città è naturalmente suscettibile di assumere un aspetto più civile e aristocratico,
Il complesso delle molteplici esigenze richieste dal bando di concorso è risolto nel progetto del Gruppo degli Urbanisti di Roma, vincitore del concorso, in modo organico ed adeguato e dimostra nei progettisti la conoscenza del luogo e la piena comprensione dei problemi proposti.
Nella soluzione offerta, il nucleo medioevale della città rimane pressochè inalterato; solo, per la messa in valore dei monumenti, è, con leggeri tagli, risanato e reso più adatto al traffico in pochi punti in cui ciò era indispensabile.
Anche la zona moderna della città è stata rispettata nei limiti del possibile nella rete dei tracciati stradali: sono state aperte poche arterie nuove, onde creare, nel complesso del nucleo urbano, quelle razionali indispensabili vie di disimpegno tra le varie zone, che ora mancano completamente.
Dal punto di vista urbanistico è sopratutto notevole l’ideazione di un centro sussidiario, proposto nel corpo attuale della città moderna, a sud-est della Villa comunale, funzionante come punto di raccolta e di coordinamento dei traffici e come cuore della città nuova.
Tale centro, costituito dalla progettata Piazza del Foro, ha carattere chiuso e monumentale, e sul proprio asse longitudinale ha come sfondo il nuovo Politeama. Il Foro ha rapide comunicazioni verso tutte le direzioni: con Piazza XX Settembre e l’attuale centro storico, attraverso una nuova grande arteria ricavata nel corpo del nucleo urbano recente; con la stazione attraverso l’attuale Viale XXIV Maggio; con la Via di Lucera attraverso un prolungamento del Corso Vittorio Emanuele nel corpo della città vecchia; colla Via di Cerignola attraverso un’arteria che costituisce l’asse della zona destinata all’ampliamento delle abitazioni civili della città lungo lotti predisposti per le costruzioni intensive ed estensive.
Un’altra arteria mette il Foro in comunicazione con la Via di Napoli ed infine un grande Viale lo congiunge ai campi polisportivi.
Com’è evidente dalla pianta, il complesso delle arterie stradali è sufficiente a convogliare il traffico esterno in tutte le direzioni, ad articolarlo completamente dentro la città ed a rendere libero ed agile il traffico interno. Inoltre, un grande Viale alberato, partendo dall’Ippodromo, costituisce, nel corpo perimetrale dell’abitato un collegamento circolare fra tutti i principali centri cittadini.
Troppo lungo sarebbe parlare dettagliatamente dell’ubicazione delle zone ove si prevedono i singoli sviluppi edilizi, e delle aree destinate agli edifici pubblici. Le piante e gli schemi che pubblichiamo sono sufficienti allo scopo. Lodevolissima in questo progetto è la soluzione delle borgate rurali di cui vennero offerte molte esemplificazioni tenendo conto della forma degli incroci stradali ov’esse vengono previste.
Il progetto redatto dai vincitori del secondo premio (Architetti Petrucci Concezio, Susini Alfio, Tufaroli Mosè, Ingegnere Emanuele Filiberto Paolini) da un punto di vista planimetrico si dimostra meno organico e fluente nell’andamento distributivo-estetico dei tracciati stradali del progetto vincitore, benchè i criteri informativi della dislocazione delle zone edilizie, non siano troppo distanti. Così il parco ha una posizione analoga a quella osservata nel progetto precedente; nella zona a sud della Villa comunale anche qui è previsto lo sviluppo del corpo signorile della città, con una zona monumentale, ed altre zone alla periferia di essa sono adibite a costruzioni intensive ed estensive.
Nell’insieme però si nota in questo progetto una minor chiarezza nei tracciati delle arterie stradali, la tendenza ad effettuare più tagli nel corpo della città monumentale, ed il proposito di mantenere più intera la zona moderna di essa, specialmente quella delle case basse abitate dai coloni, che invece, essendo detestabile nel suo attuale aspetto, andrebbe più ragionevolmente riveduta in modo essenziale. Per contro questo progetto offre ottime soluzioni architettoniche delle sistemazioni edilizie proposte: gustosissime quelle del centro monumentale del Politeama e dei singoli punti risanati nell’interno della città. Feconda di senso d’arte la presentazione degli elaborati prospettici. Graziose le borgatelle rurali.
Due progetti riportarono, come dicemmo, il terzo premio ex aequo.
L’uno, redatto dall’Ing. Cesare Chiodi colla collaborazione degli Architetti Merlo e Brazzola, parte da premesse acute ed esaurientemente studiate da un punto di vista teoretico.
In una dotta relazione i progettisti desumono, in base a calcoli statistici, il per cento ed i coefficienti numerici relativi alle aree da assegnare alle zone d’ampliamento destinate alle varie specie di fabbriche (abitazioni tipo intensivo, semintensivo, estensivo, zone industriali, ecc.), alle strade di disimpegno, agli spazi verdi, ai campi sportivi, agli impianti ferroviari e così via.
È anche tecnicamente ben risolto il sistema di articolazione delle nuove strade in funzione delle necessità del traffico: ma forse, data la piccolezza della città ed i suoi bisogni non eccessivi, si e esagerato nella teorizzazione, arrivando a uno schema di rete stradale troppo complicato ed artificioso. I progettisti non avevano forse troppo conoscenza del terreno ed hanno voluto prescindere in gran parte dall’esistente per imaginare una sistemazione urbanistica studiata a novo. Si notano così nel progetto un certo acrobatismo nella dislocazione delle masse edilizie, e l’obbedienza eccessiva a criteri di simmetria e geometrizzazione dei tracciati, criteri che, se possono essere giusti in agglomeramenti urbani di nuova concezione e situati in pianura, non sembrano invece idonei alle condizioni di terreno e di ambiente della città di Foggia.
Le borgate rurali progettate sembrano poi troppo poche e troppo grandi per il contado di Foggia, non adatte a promuovere il decentramento della popolazione rustica proposto dal bando di concorso
Il progetto del resto dell’Ing. Chiodi, rappresenta in astratto un notevole e sostanzioso contributo ai problemi generici dell’urbanistica, materia che il ben noto studioso possiede compiutamente.
L’ultimo progetto che presentiamo, redatto in collaborazione dall’Ing. Vito Ciampoli e dagli Architetti Pietro Lombardi, Costantino Vetriani e Messina, vincitore anch’esso del terzo premio ex aequo, è il meno accettabile dal punto di vista urbanistico, non presentando un adeguato concetto informatore nella soluzione dei problemi del traffico interno ed esterno nel corpo della città: è invece molto studiato nelle soluzioni architettoniche spicciole, sopratutto presentate dai progettisti con bella veste scenografica e grafica.

Nell’insieme anche questo concorso, come parecchi altri analoghi, ha suscitato molto interesse ed una notevole mole di studi: per suo mezzo abbiamo avuta la conferma che i problemi urbanistici, base dei nuovi ordinamenti architettonici, sono vivi nello spirito degli italiani.

PLINIO MARCONI.

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