IL CONCORSO PER IL PIANO REGOLATORE DELLA
CITTÀ DI FOGGIA
Nello scorso anno il Podestà di Foggia, con lodevolissimo provvedimento,
che attualmente va per fortuna estendendosi a città italiane
piccole e grandi, bandi un concorso per lo studio di un piano regolatore
e di ampliamento della città.
Nella rubrica delle Pagine Sindacali demmo a suo tempo notizia del bando
e del suo esito; ora offriamo ai nostri lettori documentazione grafica
dei progetti vincitori.
Purtroppo la relazione della Giuria esaminatrice, non fu ancora resa
pubblica, sicchè molti elementi obbiettivi circa la graduatoria
di merito fissata dalla Giuria stessa, non possono essere qui enunciati:
daremo quindi qualche breve notizia sui dati del bando di concorso e
sui risultati ottenuti.
Il tema da svolgere era nettamente determinato dalle condizioni poste
dal testo e specialmente dai seguenti articoli:
Art. 2. - Il progetto dovrà non solo tener conto dell’immediato
domani, ma provvedere anche ai bisogni del futuro per una città
di circa 200.000 abitanti, comprese le borgate rurali.
Art. 3. - Si dovranno considerare in particolare:
a) la natura e la intensità dei diversi mezzi di traffico;
b) le necessità dei pubblici servizi;
c) la divisione della città in diverse zone e cioè:
1) zona riservata alla grande industria (da crearsi possibilmente in
prossimità dell’impianto ferroviario ed oltre la costruenda
strada di circumvallazione);
2) zona per la piccola industria;
3) zona per abitazioni civili a carattere intensivo, da svilupparsi
particolarmente nella località costituente il centro cittadino;
4) zone per abitazioni a carattere semi-intensivo o a tipo villini,
da distribuirsi nella parte migliore delle aree di ampliamento;
5) zona per case a tipo popolare: i progettisti dovranno altresì
prevedere la Costruzione di case di tal genere nelle zone di cui ai
numeri precedenti, escluse le vie principali, al fine di agevolare il
risanamento delle zone stesse;
6) zona destinata alla popolazione rurale tuttora permanente in città,
finquando questa non venga avviata alle borgate di cui al successivo
art. 5: detta zona dovrà essere isolata dal restante abitato
a mezzo di un ampio spazio a verde;
d) fra i principali obiettivi il progetto, che deve regolare tutte
le costruzioni racchiuse dalla costruenda nuova strada di circumvallazione,
dovrà contemplare:
1) la conservazione delle caratteristiche storiche, artistiche, ambientali
della città;
2) la creazione di nuovi nuclei edilizi concepiti con unità
architettonica;
3) il collegamento dei vari quartieri della città tra loro e
le grandi strade di traffico;
4) la creazione di nuove strade e piazze e la eventuale sistemazione
di quelle esistenti;
5) il risanamento dei quartieri antigienici mercè gli opportuni
sventramenti e la sistemazione dei cosiddetti “cortili”
esistenti in alcuni quartieri della città;
6) la indicazione delle aree destinate ai vari uffici pubblici ed agli
altri edifici necessari alla vita materiale ed intellettuale della città,
fra cui:
I. edifici scolastici primari ed asili infantili;
II. teatro Politeama capace di approssimativi N. 3000 posti, con salone
per esposizione;
III. campi polisportivi;
IV. edificio per biblioteca e museo;
V. mercati rionali, di cui uno dovrà essere ubicato nell’attuale
piazza Mercato e l’altro - per le erbe - in piazza Farina;
VI. bagni popolari;
VII. nuovo edificio per Carceri Giudiziarie (a breve distanza dal Tribunale);
VIII. latrine sotterranee;
IX. lavatoi pubblici da ubicarsi verso la periferia e preferibilmente
in prossimità degli attuali abbeveratoi;
X. ricoveri per mietitori;
XI. asili notturni;
XII. locale d’isolamento per malattie infettive;
XIII. stabilimento per l’industrializzazione delle spazzature;
XIV. concimaie comunali da ubicarsi in punti adatti rispetto ai venti
dominanti nella zona;
XV. nuova sede del Tiro a Segno Nazionale;
XVI. sedi amministrative, ospedaliere e di assistenza pubblica, provvedendo
ad isolare per quanto sia possibile gli attuali istituti ospedalieri
e il tubercolosario.
e) la conservazione o la creazione dl spazi a verde, sistematicamente
distribuiti nelle parti della città che attualmente ne difettino,
di scuole all’aperto, ecc.
Art. 4. - Per la zona d’ampliamento della città si dovranno
considerare in particolare:
a) la creazione di nuovi parchi, giardini rionali ecc, che abbiano
a costituire un completo organico di spazio a verde;
b) il progetto dovrà prospettare la soluzione del problema dei
traffici, prendendo a base il tracciato della costruenda strada di circurmvallazione,
in modo da coordinare la circolazione interna con quella sub-urbana
e tener presenti gli sviluppi degli impianti ferroviari: dovrà
tener presente anche la eventuale costruzione di nuovi aerodromi è
campi di atterramento per aeroplani e il loro rapido collegamento con
la città;
c) il progetto dovrà essere tale da potersi eseguire gradualmente
ed ordinatamente in modo da evitare la formazione di nuclei di abitazioni
casuali e parassitarie dei servizi pubblici della città.
Art. 5. - Dovrà essere inoltre presentato lo studio di distinti
piani regolatori per borgate rurali capaci di accogliere complessivamente
circa 2000 famiglie. Dovrà pertanto il progettista designare
sin d’ora le località ove tali borgate potranno sorgere,
prevedendole site oltre la strada di circumvallazione.
Dette borgate verranno collegate alla città mediante comode strade
in modo da fare affluire rapidamente in essa i prodotti dell’industria
agricola.
Il progettista, per quanto possibile, terrà a tal riguardo presenti
le condizioni richieste dal R. D. 7 febbraio 1926, n. 193, (art. 52)
e dal decreto ministeriale del 26 febbraio 1927 (rispettivamente pubblicati
nella Gazzetta Ufficiale n. 15-2-1927 e n. 98 del 28-4-1917).
Art. 6. - . . . . . . . . . .
I concorrenti terranno presente che sono state già prescelte
per sedi di edifici pubblici le seguenti aree:
1. palazzo degli Uffici Provinciali (Corso Garibaldi);
2. palazzo di Città (Corso Garibaldi);
3. palazzo delle Scuole Medie (Piazza 18 ottobre già Miale da
Troia);
4. edifici scuole primarie (nelle attuali sedi dell’Istituto
Magistrale, dell’Istituto Tenico e del Comune);
5. mercati rionali (come è stato detto all’art. 3).
Essi terranno altresì presenti il già deliberato ampliamento
dell’Istituto e la creazione di un Ippodromo annesso al Deposito
dei Cavalli Stalloni.
La Commissione Giudicatrice del Concorso, nominata dal Podestà
di Foggia Comm. Perrone, fu presieduta dall’Ing. Cesare Albertini.
I concorrenti furono parecchi ed il concorso può dirsi ottimamente
riuscito per la mole di studi di cui fu suscitatore.
Il primo premio di L. 25.000, fu vinto dal progetto redatto dagli Architetti
ed Ingegneri: Cancellotti Gino, Lavagnino Roberto, Lenti Luigi, Piccinato
Luigi, Scalpelli Alfredo, Valle Cesare (Gruppo degli Urbanisti di Roma).
Il secondo premio di L. 15.000 toccò al progetto eseguito dagli
Architetti ed Ingegneri: Paolini Emanuele Filiberto, Petrucci Concezio,
Susini Alfio, Tufaroli Mosè.
Furono assegnati ancora due terzi premi ex aequo ai progetti eseguiti
dal gruppo di Architetti ed Ingegneri: Chiodi Cesare, Merlo e Brazzola,
e dall’altro Gruppo costituito dagli Architetti ed Ingegneri:
Ciampoli Vito, Lombardi Pietro, Messina e Vetriani Costantino,
La fotografia aerea della città di Foggia che pubblichiamo rende
chiare le condizioni urbanistiche della attuale città e ci è
di guida nell’esaminare brevemente le soluzioni proposte dai vari
concorrenti. La città ha carattere radicalmente meridionale,
le sue vie sono anguste, il loro tracciato del tutto inorganico. Vediamo
nettamente nella fotografia il nucleo medioevale, dalle arterie stradali
serpeggianti, convergenti alla Piazza centrale. È questa la zona
il cui carattere artistico il bando intende sia rispettato e per la
quale di conseguenza esso ammette solo soluzioni di risanamento.
La zona a sud, più ordinata, a guisa di scacchiere monotono,
è del secolo decimonono ed è costituita prevalentemente
di case a un solo piano: essa può essere toccata più profondamente
nelle soluzioni del piano d’ampliamento.
La popolazione attuale della città di Foggia è prevalentemente
agricola cioè costituita in discreta parte da contadini che,
secondo il costume meridionale, abitano anzichè in case coloniche,
nei centri urbani più vicini per recarsi di là ai campi
pel lavoro quotidiano. Questa parte della popolazione saggiamente il
bando di concorso vuol restituita al contado, colla formazione di 40
borgate circostanti lontane più di due chilometri, ospitanti
ciascuna non più di 50 famiglie, in modo da albergare complessivamente
2000 famiglie. Con tale provvedimento la nuova città è
naturalmente suscettibile di assumere un aspetto più civile e
aristocratico,
Il complesso delle molteplici esigenze richieste dal bando di concorso
è risolto nel progetto del Gruppo degli Urbanisti di Roma, vincitore
del concorso, in modo organico ed adeguato e dimostra nei progettisti
la conoscenza del luogo e la piena comprensione dei problemi proposti.
Nella soluzione offerta, il nucleo medioevale della città rimane
pressochè inalterato; solo, per la messa in valore dei monumenti,
è, con leggeri tagli, risanato e reso più adatto al traffico
in pochi punti in cui ciò era indispensabile.
Anche la zona moderna della città è stata rispettata nei
limiti del possibile nella rete dei tracciati stradali: sono state aperte
poche arterie nuove, onde creare, nel complesso del nucleo urbano, quelle
razionali indispensabili vie di disimpegno tra le varie zone, che ora
mancano completamente.
Dal punto di vista urbanistico è sopratutto notevole l’ideazione
di un centro sussidiario, proposto nel corpo attuale della città
moderna, a sud-est della Villa comunale, funzionante come punto di raccolta
e di coordinamento dei traffici e come cuore della città nuova.
Tale centro, costituito dalla progettata Piazza del Foro, ha carattere
chiuso e monumentale, e sul proprio asse longitudinale ha come sfondo
il nuovo Politeama. Il Foro ha rapide comunicazioni verso tutte le direzioni:
con Piazza XX Settembre e l’attuale centro storico, attraverso
una nuova grande arteria ricavata nel corpo del nucleo urbano recente;
con la stazione attraverso l’attuale Viale XXIV Maggio; con la
Via di Lucera attraverso un prolungamento del Corso Vittorio Emanuele
nel corpo della città vecchia; colla Via di Cerignola attraverso
un’arteria che costituisce l’asse della zona destinata all’ampliamento
delle abitazioni civili della città lungo lotti predisposti per
le costruzioni intensive ed estensive.
Un’altra arteria mette il Foro in comunicazione con la Via di
Napoli ed infine un grande Viale lo congiunge ai campi polisportivi.
Com’è evidente dalla pianta, il complesso delle arterie
stradali è sufficiente a convogliare il traffico esterno in tutte
le direzioni, ad articolarlo completamente dentro la città ed
a rendere libero ed agile il traffico interno. Inoltre, un grande Viale
alberato, partendo dall’Ippodromo, costituisce, nel corpo perimetrale
dell’abitato un collegamento circolare fra tutti i principali
centri cittadini.
Troppo lungo sarebbe parlare dettagliatamente dell’ubicazione
delle zone ove si prevedono i singoli sviluppi edilizi, e delle aree
destinate agli edifici pubblici. Le piante e gli schemi che pubblichiamo
sono sufficienti allo scopo. Lodevolissima in questo progetto è
la soluzione delle borgate rurali di cui vennero offerte molte esemplificazioni
tenendo conto della forma degli incroci stradali ov’esse vengono
previste.
Il progetto redatto dai vincitori del secondo premio (Architetti Petrucci
Concezio, Susini Alfio, Tufaroli Mosè, Ingegnere Emanuele Filiberto
Paolini) da un punto di vista planimetrico si dimostra meno organico
e fluente nell’andamento distributivo-estetico dei tracciati stradali
del progetto vincitore, benchè i criteri informativi della dislocazione
delle zone edilizie, non siano troppo distanti. Così il parco
ha una posizione analoga a quella osservata nel progetto precedente;
nella zona a sud della Villa comunale anche qui è previsto lo
sviluppo del corpo signorile della città, con una zona monumentale,
ed altre zone alla periferia di essa sono adibite a costruzioni intensive
ed estensive.
Nell’insieme però si nota in questo progetto una minor
chiarezza nei tracciati delle arterie stradali, la tendenza ad effettuare
più tagli nel corpo della città monumentale, ed il proposito
di mantenere più intera la zona moderna di essa, specialmente
quella delle case basse abitate dai coloni, che invece, essendo detestabile
nel suo attuale aspetto, andrebbe più ragionevolmente riveduta
in modo essenziale. Per contro questo progetto offre ottime soluzioni
architettoniche delle sistemazioni edilizie proposte: gustosissime quelle
del centro monumentale del Politeama e dei singoli punti risanati nell’interno
della città. Feconda di senso d’arte la presentazione degli
elaborati prospettici. Graziose le borgatelle rurali.
Due progetti riportarono, come dicemmo, il terzo premio ex aequo.
L’uno, redatto dall’Ing. Cesare Chiodi colla collaborazione
degli Architetti Merlo e Brazzola, parte da premesse acute ed esaurientemente
studiate da un punto di vista teoretico.
In una dotta relazione i progettisti desumono, in base a calcoli statistici,
il per cento ed i coefficienti numerici relativi alle aree da assegnare
alle zone d’ampliamento destinate alle varie specie di fabbriche
(abitazioni tipo intensivo, semintensivo, estensivo, zone industriali,
ecc.), alle strade di disimpegno, agli spazi verdi, ai campi sportivi,
agli impianti ferroviari e così via.
È anche tecnicamente ben risolto il sistema di articolazione
delle nuove strade in funzione delle necessità del traffico:
ma forse, data la piccolezza della città ed i suoi bisogni non
eccessivi, si e esagerato nella teorizzazione, arrivando a uno schema
di rete stradale troppo complicato ed artificioso. I progettisti non
avevano forse troppo conoscenza del terreno ed hanno voluto prescindere
in gran parte dall’esistente per imaginare una sistemazione urbanistica
studiata a novo. Si notano così nel progetto un certo acrobatismo
nella dislocazione delle masse edilizie, e l’obbedienza eccessiva
a criteri di simmetria e geometrizzazione dei tracciati, criteri che,
se possono essere giusti in agglomeramenti urbani di nuova concezione
e situati in pianura, non sembrano invece idonei alle condizioni di
terreno e di ambiente della città di Foggia.
Le borgate rurali progettate sembrano poi troppo poche e troppo grandi
per il contado di Foggia, non adatte a promuovere il decentramento della
popolazione rustica proposto dal bando di concorso
Il progetto del resto dell’Ing. Chiodi, rappresenta in astratto
un notevole e sostanzioso contributo ai problemi generici dell’urbanistica,
materia che il ben noto studioso possiede compiutamente.
L’ultimo progetto che presentiamo, redatto in collaborazione dall’Ing.
Vito Ciampoli e dagli Architetti Pietro Lombardi, Costantino Vetriani
e Messina, vincitore anch’esso del terzo premio ex aequo, è
il meno accettabile dal punto di vista urbanistico, non presentando
un adeguato concetto informatore nella soluzione dei problemi del traffico
interno ed esterno nel corpo della città: è invece molto
studiato nelle soluzioni architettoniche spicciole, sopratutto presentate
dai progettisti con bella veste scenografica e grafica.
Nell’insieme anche questo concorso, come parecchi altri analoghi,
ha suscitato molto interesse ed una notevole mole di studi: per suo
mezzo abbiamo avuta la conferma che i problemi urbanistici, base dei
nuovi ordinamenti architettonici, sono vivi nello spirito degli italiani.
PLINIO MARCONI.