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LUIGI LENZI: Il nuovo Politecnico di Zurigo, con 20 illustrazioni |
Una delle maggiori istituzioni tecniche che esistano in Europa, il Politecnico di Zurigo, si è in questi ultimi anni costruito una nuova sede complessa e grandiosa, innestata alla vecchia costruzione sì da costituire una vera città degli studi che fanno capo all'ingegneria. Non sarà quindi discaro ai nostri rettori aver notizia di questo così importante e moderno insieme di edifici e conoscerne dati e illustrazioni - che ci sono stati cortesemente forniti dall'egregio Prof. Gull, autore dei progetti e direttore dei lavori.
Anche non può essere che gradito agli Architetti italiani il rilevare come tutta l'Architettura sia direttamente ispirata al nostro Rinascimento inteso con una vera genialità e con una mirabile comprensione del sentimento, delle proporzioni, delle forme. Specialmente nei portici, nel vestibolo, nello scalone che costituiscono la parte monumentale del maggior edificio il senso di euritmia e di nobiltà delle linee, l'ampiezza scenografica dell'insieme, il ritmo dei colonnati e degli archi dànno un carattere prettamente italiano pur essendo libera e vivace composizione. Ancora dunque la nostra tradizione si dimostra adatta, purchè sia eseguita con larghezza di cultura e con vivo senso d'Arte, a dare forma adeguata, ed imprimere magnifico e degno aspetto ad edifici, pur pratici ed utili, ma di alto significato. Ancora può costruire un'Architettura internazionale nel senso classico della bellezza. Dopo queste constatazioni non prive d'interesse eccoci a fornire alcune notizie analitiche, illustrando le tavole unite. Il progetto dell'organico ampliamento degli edifici del Politecnico di Zurigo (i quali nella prima fase erano stati architettati dal Semper) è dovuto all'Architetto Prof. Dott. Gustavo Gull, il quale riuscì vincitore del concorso nazionale all'uopo bandito nel 1909 dal Dipartimento federale degli Interni. I principali edifici furono i seguenti: 1° L'edificio centrale fra la Leonhardstrasse e la Rämistrasse. 2° L'Istituto di Scienze naturali sulla Sonnegg-Clausiustrasse, composto di due corpi di fabbrica. 3° L'Istituto di Economia Agricola e Forestale lungo la Universitätstrasse sull'asse della Tannenstrasse. I lavori di terra per la costruzione dello Istituto di Scienze Naturali, e che importarono circa mc. 41.000 di scavo, ebbero inizio nell'anno 1911; il 9 maggio 1912 si iniziarono le murature e alla fine del 1913 la costruzione potè essere coperta. In seguito allo scoppio della guerra europea i lavori interni di finimento non poterono procedere con la voluta speditezza così che solo nell'autunno del 1915 si poterono trasportare nel nuovo edificio le collezioni geologiche e mineralogiche dai vecchi locali del Politecnico. Dall'ottobre del 1915 in poi le lezioni ed esercitazioni ebbero luogo nella nuova costruzione. I lavori per l'Istituto di Economia Agricola e Forestale ebbero inizio il 14 giugno 1912 e già nelle prime settimane dell'anno scolastico 1915-16 vi si svolsero le esercitazioni didattiche. Per l'Edificio centrale si cominciarono nel gennaio 1915 i lavori di terra, e i lavori di demolizione dell'antico Istituto di Chimica, ma in seguito a difficoltà create dalla guerra essi furono ritardati in guisa che solo alla fine del 1917 e del 1918, rispettivamente furono terminate le ossature delle ali laterali e dell'Edificio centrale. Addì 9 ottobre 1922 la solenne apertura del nuovo anno accademico ebbe 1uogo nell'Auditorium Maximum del nuovo Edificio. L'Istituto di Scienze Naturali lungo la Sonnegg-Clausiustrasse contiene: a) Nell'ala orientale fra le Clausius e Sonneggstrasse: 1° La collezione geologica, con ingresso diretto pel pubblico dalla Clausiustrasse, e che comprende tutto il piano terreno dell'ala orientale, oltre alla superficie del grande cortile coperto a vetri. 2° La collezione mineralogica al primo piano su tre lati del cortile, in comunicazione colla collezione geologica per mezzo di una larga scala a due braccia ad uso del pubblico. Per gli studenti il passaggio alle collezioni ha luogo direttamente per mezzo delle due scale situate in prossimità dei due ingressi sulla Sonneggstrasse e che assicurano la comunicazione fino nel sottotetto. 3° Le aule per Geologia al primo e al secondo piano. 4° Le aule per Mineralogia al secondo e al terzo piano. 5° La grande sala per conferenze di Geologia e Mineralogia con due laboratori per preparazione al secondo piano. 6° Due grandi gabinetti fotografici al terzo piano. 7° L'Istituto geografico al quarto piano. 8° Due abitazioni di servizio al quarto piano. 9° Magazzini e Depositi negli scantinati. b) Nell'ala occidentale con ingresso dalla Clausiustrasse e nel cavalcavia sulla Clausiustrasse: 10° Le collezioni di industrie igieniche al piano terreno e nel primo scantinato. 11° L'Istituto igienico-batteriologico nel primo piano. 12° L'Istituto farmaceutico nel secondo piano. 13° L'Istituto fotografico nel terzo piano. 14° Infine gli impianti di riscaldamento e depositi per l'ala orientate e quella occidentale nel secondo piano scantinato. Colla disposizione su accennata le sale per osservazioni microscopiche hanno luce tranquilla essendo rivolte a Nord, e le collezioni possono, nei giorni a ciò destinati, esser visitate dal pubblico che ha speciale ingresso sulla Clausiustrasse, senza che ciò rechi disturbo alcuno all'insegnamento. La grande differenza di quota esistente fra la Clausiustrasse e la Sonneggstrasse è superata non soltanto per mezzo di scale nell'interno del fabbricato bensì anche con scale esterne che si svolgono a nord dell'edificio nel giardino e a sud nella zona compresa fra l'Istituto e il Laboratorio di Macchine. Le servitù che l'osservatorio federale esercitava sul terreno limitrofo agli effetti della costruzione ebbero come conseguenza notevole sviluppo verticale dell'Istituto di Economia Agricola e Forestale. L'antico edificio che risaliva al 1874 fu ingrandito con l'aggiunta di due corpi di fabbrica a due piani, laterali e coperti a terrazza, e di un corpo di fabbrica posteriore alto tre piani che racchiude con la vecchia costruzione un cortile coperto a vetro, e destinato a locale per collezioni. Sul fianco orientale invece, al corpo di fabbrica principale che consta come si disse di tre piani è stata aggiunta una costruzione a due soli piani che circonda un cortile coperto. Questa disposizione permise di isolare le aule di insegnamento dai laboratori Chimici e Batteriologici. L'ingresso principale è restato sull'asse della Tannenstrasse, nel punto in cui si trovava prima sulla fronte occidentale, completamente trasformata. L'Istituto di Economia Agricola e Forestale contiene: Al piano terreno: Le aule ed i locali per le collezioni di Zoologia e Agronomia per la collezione di Entomologica e i Laboratori di Chimica Agraria. Al primo piano: Aule e musei della Scuola forestale Auditorium e museo di Chimica Agraria, e i Laboratori di Batteriologia per gli Agronomi. Al secondo piano: Aule, Laboratori e Musei per Botanica generale ed applicata. Le terrazze che coprono parte del primo piano sono destinate ad esperienze di Botanica e sono racchiuse e coperte con pergole. Negli scantinati sono stati convenientemente adattati i servizi della sezione agraria, depositi, e locali pel riscaldamento centrale. Le nuove costruzioni di ampliamento del vecchio edificio centrale del Politecnico si svolgono lungo la fronte orientale verso la Rämistrasse in maniera da lasciare inalterati gli altri tre lati verso nord ovest e sud. La nuova fronte orientale e due nuove ali a nord l'una e a sud l'altra che si spingono verso la Rämistrasse racchiudono un cortile aperto verso la strada e attraverso il quale si svolge l'accesso principale. L'avancorpo semicircolare, come si nota dalla pianta a fig. F, contiene al piano terreno il grande vestibolo d'onore, e al piano superiore l'Auditorium maximum che comprende l'altezza di due piani. Questo grande vestibolo d'onore, orientale è in diretta comunicazione col vestibolo occidentale del vecchio fabbricato per mezzo della grande sala centrale attraverso la quale si accede per mezzo di gallerie laterali ad archi nei quattro grandi auditori ricavati con corpi avanzantesi nei due cortili, il primo e il secondo al piano terreno, e il terzo e il quarto al primo piano. Alle due scale principali che si svolgevano a destra e sinistra dell'antico vestibolo verso occidente corrispondono, in perfetta simmetria planimetrica, due nuove scale principali ai lati del vestibolo orientale, che assicurano il collegamento verticale coll'Atrio posto al primo piano di fronte all'Auditorium maximum, e colle gallerie della sala centrale. Lo scalone di destra prosegue fino al terzo piano (sala di lettura e biblioteche) ed è servito da ascensori. Sempre attraverso il vestibolo d'onore si passa nelle due ali che si partono ottagonalmente dalla nuova fronte verso la Rämisstrasse e che sono munite di comode scale per il collegamento coi piani superiori e con lo scantinato. Nel dare ai locali conveniente sistemazione si è partiti dal concetto che le aule di disegno fossero orientate a levante e a settentrione, e le aule per lezioni invece a ponente e mezzogiorno. In vicinanza delle aule per disegno che affacciano a levante sulla Rämistrasse sono ordinati, in collezioni, speciali modelli svariatissimi, e nei corridoi, tutti di grandi dimensioni, trovano posto armadietti per gli studenti, in guisa che ad ogni tavolo da disegno nell'aula corrisponde un armadio ad uso guardaroba nel corridoio. Al primo piano presso l'Auditorium Maximum si è pure provveduto all'istallazione di un piccolo buffet. Per assicurare ogni futura possibilità di sviluppo alla biblioteca, si è provveduto alla costruzione dei necessari locali nei sottotetti costruiti in materiali incombustibili su tre lati del cortile meridionale, poi che la dotazione attuale consta però soltanto di 100.000 volumi e di 500.000 tesi, si è ordinata soltanto l'ala verso oriente. All'inconveniente lamentato da molti nell'antica fabbrica: la mancanza di ingressi carrai ai due cortili, si è ovviato abbassando il livello di questi due cortili al disotto del piano del pavimento delle cantine e provvedendo a stabilire la comunicazione carrozzabile con la Kunstergasse e la Tannenstrasse. Coll'abbassamento del piano dei cortili e la costruzione di intercapedini isolanti lungo il loro perimetro si sono trasformati gli antichi scantinati umidi ed oscuri in locali bene illuminati ed asciutti ben utilizzabili a scopo di museo. La collezione di incisioni in rame ed acqueforti trovò posto nei locali compresi nel vecchio edificio al piano-terra fra il corpo di fabbrica verso sud e quello centrale verso ponente, locali prima occupati dalla biblioteca e resisi ora liberi. L'Aula magna al secondo piano è restata invariata nelle proporzioni, mentre per le grandi cerimonie come per esempio l'apertura dell'anno accademico, viene adoperato l'Auditorium Maximum di nuova costruzione capace di 650 posti a sedere. I laboratori per la formazione dei modelli e le aule di scultura e di plastica per la sezione di Architettura furono ordinati secondo le loro esigenze nello scantinato della nuova ala a Nord. Nella parte di nuova costruzione tutti i solai furono eseguiti in cemento armato. Così si è pure provveduto al rinnovamento completo degli impianti di riscaldamento e di ventilazione dei quali riportiamo qui alcuni dati tecnici. Per trasmissione e aereazione comprese le perdite subìte lungo le condutture, l'impianto consuma 2.368.000 calorie, riscaldando complessivamente mc. 167.000 di ambiente. L'impianto è azionato da otto caldaie in ghisa della superficie riscaldante di metri quadrati 43,5 ognuna; per un totale quindi di 348 mq. di superficie riscaldante. Di queste caldaie quattro sono ad olio pesante. Il combustibile viene polverizzato attraverso un getto di aria compressa e passa così nelle camere di combustione. Due pompe centrifughe della capacità oraria di litri 100.000 e dell'altezza di elevazione di ml.8 fanno azionare l'impianto pel quale furono posti in opera circa 760 radiatori con una superficie radiante totale di 4300 mq. e serviti da circa km. 18 di condutture. L'impianto di ventilazione a sua volta è capace di fornire mc. 26.000 per ora all'Auditorium Maximum, alle sale di lettura e alle quattro aule nel corpo di fabbrica costruito nel cortile. Per i bisogni dell'Auditorium Maximum e delle aule principali e dei sei gruppi di servizi funziona anche un impianto di aspirazione. Sia l'impianto di riscaldamento che quello di ventilazione vengono regolati da un unico ambiente centrale al quale fanno capo i comandi. Un impianto di termometri a distanza permette di leggere la temperatura dei vari ambienti; di conseguenza il sorvegliante può con pochi giri di valvola regolare sia la temperatura che il ricambio d'aria senza dover abbandonare la cabina di comando. L'edificio principale del Politecnico così ampliato e rinnovellato contiene: 1° I locali di amministrazione al primo piano del vecchio edificio. 2° Il Consiglio accademico. 3° La Direzione. 4° La Scuola di Architettura al piano rialzato. 5° La Scuola di Ingegneria al primo piano. 6° L'Auditorium Maximum. 7° L'Auditorium Maximum al primo piano. 8° Le aule di disegno di macchine per la Scuola di Ingegneria al secondo piano. 9° L'Istituto di Chimica Tecnica al secondo piano. 10° La Sezione per l'Istruzione Professionale al secondo piano. 11° L'antica Aula Magna al secondo piano. 12° La Sezione per Scienze Militari al secondo piano. 13° La biblioteca e la sala di lettura al terzo piano. 14° La collezione di stampe e acqueforti al piano rialzato. 15° La collezione archeologica al piano rialzato. 16° La collezione di elementi costruttivi negli scantinati della scuola di Architettura. 17° Abitazione pei custodi negli scantinati all'angolo della Rämistrasse colla Kunstlergasse. 18° I locali per il riscaldametito e deposito combustibili nel corpo centrale. 19° Ancora locali per musei. 20° La fabbrica di modelli negli scantinati. 21° Due abitazioni di servizio nel sottotetto. 22° Locali per collezioni, musei e laboratori ancora a disposizione nel sottotetto nell'ala orientale ed occidentale del cortile, verso nord, lungo la fronte settentrionale. 23° Locali a disposizione nel sottotetto per lo sviluppo futuro della biblioteca e dei magazzini ad essa annessi lungo il lato meridionale e occidentale del cortile a sud. In questo modo e con questa disposizione si è anche provvidamente prevista la possibilità di un futuro ampliamento del grandioso edificio o di un futuro innesto in tutto il complesso del Politecnico di nuovi bracci per nuovi istituti (1). LUIGI LENZI (1) Più ampie indicazioni sulla costruzione degli edifici del Politecnico di Zurigo e sui relativi impianti potranno aversi nella speciale pubblicazione Eidg. Techn. Hochschule Zürich. Orientierungs-Schrift über die den Erweiterungs Bauten, etc., Zürich 1924. |
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