FASCICOLO V - VI GENNAIO FEBBRAIO 1927
ANGIOLO MAZZONI: Architettura ferroviaria, con 124 illustrazioni
DELLA EDILIZIA FERROVIARIA

1) L’architettura ferroviaria - sia pure limitatamente agli edifici attigui agli im-pianti ferroviari o di questi costituenti parte essenziale - comprende tutti i tipi di co-struzione moderna.

2) Ogni edificio ferroviario deve rispon-dere nella forma, nel colore e nel mate-riale usato: esternamente alle tre condi-zioni di essere in armonia con gli altri fab-bricati che sorgono nel recinto della sta-zione, con l’ambiente paesistico e con l’am-biente architettonico formatosi nel lungo volger dei secoli; internamente - specie nella parte in cui accede o può accedere il pubblico - deve essere non solo deco-rato, ma arredato in armonia alla costru-zione esterna conciliando le esigenze tecni-che dei vari servizi con le leggi della este-tica. Pensiline, tettoie, panche, banconi, chioschi, lumi, quadri, réclame, mobilio, tutto devesi uniformare ad un’unica legge di armonia e di eleganza, tutto deve ri-spondere ad una medesima legge archi-tettonica.

3) Fra gli edifici ferroviari alcuni sono tipicamente caratteristici: fabbricati viag-giatori, depositi locomotive, case canto-niere, cabine di blocco; altri invece pre-sentano soltanto in alcuni particolari forme speciali determinate dalle esigenze degli im-pianti cui sono adibiti, quali i magazzini a denti di sega; altri ancora conservano inalterate le particolarità che hanno nella architettura non ferroviaria, case di abita-zione, fabbricati ad uso uffici, ecc.

4) L’edificio più importante è quello in-dicato col nome di fabbricato viaggiatori ed a questo viene limitato l’argomento del presente articolo.

IL FABBRICATO VIAGGIATORI

I fabbricati viaggiatori assumono diversa forma a seconda:
a) dell’importanza del luogo ove sor-gono;
b) del numero delle linee ferroviarie che vi fan capo;
c) dall’essere di transito;
d) dall’essere di testa (Roma Termini);
e) dal dovere soddisfare ad ambedue le suddette condizioni (Bologna);
f) dall’avere il piano del ferro a quota diversa da quella stradale circostante (Ve-rona Porta Nuova);
g) dal farvi capo linee situate fra loro a quota diversa;
h) in linea secondaria abbiano control-lata l’uscita. e l’entrata dei passeggeri nel piazzale interno della stazione .(esempio sta-zioni italiane) o le abbiano libere: stazio-ni svizzere.
Di quest’ultimo tipo di stazioni il fab-bricato viaggiatori di Losanna è il più in-teressante poichè gli architetti, che lo hanno ideato hanno saputo trarre da questa ca-ratteristica motivo di bellezza.
Nelle piccole stazioni i servizi ferroviari si svolgono tutti, o in massima parte, nel fabbricato viaggiatori, che viene adibito (di consueto in Europa) nei piani superiori ad uso alloggi per il personale che necessita risieda continuamente in prossimità degli impianti ferroviari.
Man mano che aumenta l’importanza delle stazioni alcuni servizi vengono col-locati in appositi edifici, fino a giungere per le grandi città e nei grandi nodi fer-roviari a separare nettamente i vari ser-vizi in diverse stazioni.
Fra queste costruzioni quella che rimane più strettamente unita al fabbricato viag-giatori è quella destinata ad uso dei ser-vizi di movimento, trazione, mantenimento indicati con nome generico di servizi ac-cessori (ad esempio officina accumulatori, locali per il personale viaggiante, servizio detenuti, lampisteria, untori, pulitori, ecc.).
L’importanza di questo fabbricato - nelle nuove stazioni andrà aumentando - poichè per ragioni pratiche e forse anche estetiche nel fabbricato viaggiatori dovranno disim-pegnarsi i soli servizi relativi al movimento dei passeggeri.
La nuova pianta del fabbricato viaggia-tori della stazione di Bologna oltre ad es-sere interessante nei riguardi della sua spe-ciale disposizione essendo questa stazione di transito e di testa, è in linea di mas-sima assai pregevole poichè in essa sono nettamente separati i vari servizi: uscita, entrata, uffici di movimento.
Altra particolarità è in questa stazione l’esatta collocazione del ristoratore situato fra il servizio di uscita e quello di entrata, e fra il piazzale di transito e quello di testa: (analogamente sono stati situati gli uffici del movimento).
Questa posizione del ristoratore è ottima per le grandi stazioni, ma non è conve-niente per quelle di media importanza, nelle quali è bene collocare fra l’uscita e l’atrio partenze il servizio bagagli e il deposito dei piccoli bagagli a mano, per poter con un solo locale o gruppo di locali soddisfare alle richieste sia dei viaggiatori in partenza sia di quelli in arrivo.
In linea di massima nelle stazioni di me-dia importanza sarebbe conveniente collo-care il ristoratore in un edificio separato dal fabbricato viaggiatori, edificio che po-trebbe essere destinato - secondo la loca-lità - a disimpegnare il servizio di locanda per i viaggiatori di transito che per neces-sità di orario (coincidenze) sono costretti a soste prolungate nelle ore notturne.
La parte predominante in un fabbricato viaggiatori è l’atrio partenze, nel quale debbono trovarsi la biglietteria, il bancone dei bagagli, e l’accesso all’interno della stazione.
La posizione migliore degli sportelli della biglietteria è la parte opposta a quella ove si aprono le porte verso il piazzale esterno.
Qualora questa disposizione non sia pos-sibile conviene collocarli in fondo ad una sala comunicante per ampie aperture con l’atrio partenze.
L’accesso all’interno della stazione può avvenire o direttamente dall’atrio partenze od attraverso le sale d’aspetto, che deb-bono essere collocate in modo da potersi facilmente vedere sia dai viaggiatori in par-tenza sia da quelli in transito.
La posizione dei servizi del movimento - e degli altri uffici - è determinata da necessità particolari di ogni stazione.
La disposizione planimetrica di un fab-bricato viaggiatori dovrebbe dipendere an-che dalla posizione di questo edificio nei riguardi della città cui è destinato e della rete stradale che lo circonda.
Perchè un fabbricato viaggiatori possa riuscire organico dovrebbe essere destinato ai soli servizi principali di stazione, limi-tandolo ad un solo piano per potere libe-ramente disporre i vari locali necessari così diversi fra loro per dimensioni verticali e orizzontali.

DELLA ESTETICA
DEI FABBRICATI VIAGGIATORI.

Nella moderna architettura l’edilizia fer-roviaria è certo una delle manifestazioni più importanti non solo per la diversità di costruzioni che la caratterizzano, ma prin-cipalmente perchè è la prima espressione dell’Arte e l’indice della potenza e della ge-nialità di un popolo che si rivelano allo straniero.
A questa grande importanza della ar-chitettura ferroviaria dal lato politico ne corrisponde un’altra dal lato puramente estetico, cui si è accennato in principio dell’articolo: la rispondenza fra l’edificio e l’ambiente architettonico e paesistico,
In una stazione o in un raggruppamento di vari servizi ferroviari necessita costruire fabbricati diversissimi fra loro quindi al-l’architetto si presenta nella più compiuta forma il problema principale della archi-tettura: trovare un modulo estetico perchè questo complesso di edifici abbia un’u-nità di espressione, costituisca un insieme armonico.
Questo tema squisitamente artistico, di-viene ancora più bello quando il paesaggio richiede un attento studio onde questo in-sieme di edifici si fonda con la natura cir-costante.
Limitandoci dal lato estttico come da quello descrittivo al solo fabbricato viag-giatori in tesi generale nulla vi è da ag-giungere a quanto ho detto precedente-mente: essere necessario ogni elemento essenziale e accessorio di questo edificio risponda ad un’unica concezione architettonica.
La difficoltà massima da vincere per un architetto è quella di dare al fabbricato la chiara espressione dell’uso cui è adibito: espressione che può essere data o con grandi porticati o con uno o più arconi chiusi da ampie vetrate.
Ricorro ad esempi, e richiamo l’attenzione: per le piccole stazioni a quelle americane; per le grandi a quella di Stoccarda e a quella di Helsingfors.
I due fabbricati viaggiatori di queste stazioni hanno elementi stilistici comuni; ed hanno ad eccezione di alcuni particolari anche somiglianza nelle parti tipiche che li caratterizzano e che rivelano chiaramente la loro destinazione.
Queste parti tipiche sono:
a) il carattere di edificio industriale forse dato dalla prevalenza di elementi verticali;
b) l’accesso alla stazione coperto da una pensilina collocata a quota bassa per ottenere riesca veramente efficace, e costituito superiormente a questa pensilina da ampio arcone con molte divisioni verticali che racchiudono separandoli gli elementi a vetrata;
c) l’alta torre-faro per l’orologio, che dà alla stazione l’aspetto di porto cui convergono le vie del traffico.
Nelle vecchie stazioni francesi questi elementi si riscontrano sia pure embrionalmente o in forma non chiara, quindi agli architetti che le hanno concepite spetta il merito di avere mostrato la strada da seguirsi per risolvere il problema estetico dei fabbricati viaggiatori nei riguardi della rispondenza fra la forma dell’edificio e l’uso cui sono adibiti.

Le costruzioni elevate dello Stato rispecchiano chiaramente la sapienza e la forza del Governo che guida e regge la Nazione, l’entusiasmo e la fede che animano le opere di un popolo, quindi il problema della architettura ferroviaria si presenta della massima importanza per noi italiani.
L’edificio di Stato in genere, quello ferroviario in ispecie devono rispondere al concetto fondamentale e animoso del presente travaglio del popolo italiano: far splendida di bellezza e di forza la Patria. Concetto questo che trova l’espressione precisa, il comandamento sacro nella parola del Primo Ministro nel discorso del 28 ottobre 1925: “..... il secolo attuale deve essere il secolo della nostra potenza.
Potenza in tutti i campi: da quello della materia a quello dello spirito”.
ANGIOLO MAZZONI

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