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GUIDO CALZA: Le Terme Ostiensi, con 6 illustrazioni |
Nellarchitettura romana gli edifici destinati ai bagni pubblici hanno una parte altrettanto importante di quanto labbiano gli anfiteatri e gli acquedotti.
Riesce anzi difficile pensare sia architettonicamente sia igienicamente una soluzione più estetica e razionale degli stabilimenti di bagno di quella che i Romani ci offrono con le loro terme. Le quali non sono soltanto accentrate nelle grandi città imperiali, ma sparse invece in ogni più piccolo e modesto municipio romano e con una abbondanza e signorilità che meraviglia tutt'ora noi moderni. Perchè, sebbene il principio delle terme risalga ai Greci furono i Romani a fare di esse monumenti di bellezza architettonica e di sapienza igienica. Quando infatti il bisogno e il desiderio di bagnarsi, che certo non si può dire sia una caratteristica comune e diffusa sempre, anche tra i popoli civili, divenne invece costante e giornaliero assillo dei Romani; e daltra parte divenne impossibile provvedere di bagno ogni abitazione quando queste crebbero smisuratamente nei centri urbani togliendo loro il carattere di villino privato per diventare case daffitto; allora bisognò risolvere il problema dei bagni non più per singole famiglie signorili ma per una intera cittadinanza varia di ceto e di agiatezza sociale. E poichè il bagno rappresentava non soltanto il soddisfacimento di esigenze igieniche e di un benessere fisico ma anche il modo di tener sano e vibrante il corpo e lo spirito, le terme divennero un centro di esercizi corporali e di educazione spirituale. In modo mirabile larchitettura romana risolse i numerosi e difficili problemi connessi con i bagni: lalimentazione e lo scarico dellacqua, la distribuzione del calorico, la costruzione e la decorazione degli stabilimenti che divennero dei veri e propri monumenti darte. Tanto nella grandiosità della concezione architettonica e nella sapienza distributiva della pianta quanto nella economia di una razionale organizzazione i Romani espressero la loro originalità e limpronta del loro genio. Esamino appunto qui brevemente i capisaldi delle costruzioni termali romane. In origine il bagno domestico importava soltanto il semplice sviluppo di una sala calda provvista di bagnarola e di una caldaia per il riscaldamento con laggiunta spesso di uno spogliatoio. Il riscaldamento dellacqua si otteneva con una doppia caldaia di metallo, una posta direttamente sul fuoco laltra sul vapore acqueo per ottenere acqua tiepida, come mostra lesemplare trovato nella villa di Boscoreale e conservato al Museo di Napoli. La sala calda calidarium veniva posta quasi sempre accanto alla cucina per utilizzarne il calore e successivamente si svolgevano il tepidario e il frigidario in modo che la successione delle stanze fosse corrispondente alla temperatura che si desiderava in esse. Il calore nelle pareti era assicurato per mezzo di aria calda che circolava in tegole forate le quali rivestivano le pareti. Il sottosuolo era invece riscaldato con un sistema di sospensurae la cui invenzione risale a un contemporaneo di Cicerone, chiamato C. Sergio Orata, e che consiste nel sospendere il pavimento della sala su pilastrini in mattoni di misura di due piedi in modo da creare una camera daria calda, sotto il pavimento. Tanto il calidarium quanto il frigidarium avevano delle vasche più o meno grandi mentre il tepidarium che era sopra tutto una sala di riposo, ne mancava. Non mancavano mai invece le latrine, e un complesso di altre sale destinate a vario uso, come lo spogliatoio (apodjterium). Spesso poi si aggiungeva alledificio termale, una palestra aperta con cortile colonnato in cui si facevano regolari esercizi ginnastici prima e dopo il bagno: laggiunzione della palestra è anzi una delle più salienti caratteristiche delle terme romane. Architettonicamente le terme costituiscono una delle migliori manifestazioni del genio creativo dei Romani a partire dallepoca di Augusto. Infatti in Roma il primo edificio termale di carattere monumentale furono le terme di Agrippa aggiunte al Pantheon nel 25 a. C. che misuravano unarea di 228 x 86 metri. Più vaste eran quelle di Tito e Traiano allEsquilino e più precisamente sullOppio in unarea di 340 x 330 metri, e ancora maggiori quelle di Caracalla (353 x 335) e quelle di Diocleziano di 410 x 400 metri di cui gli edifici occupavano 280 x 160 metri. Infatti le terme di Diocleziano potevano contenere circa tremila bagnanti; soltanto la vasta piscina posta allingresso aveva la capacità di 1430 metri cubi di acqua e oltre alle sale dei bagni tutti questi grandiosi edifici termali contenevano giardini, palestre, sale di lettura, perfino un teatro nelle terme di Diocleziano. In tutte le città imperiali romane noi ritroviamo edifici termali più o meno grandiosi a secondo dellimportanza di quelle. Anche Ostia, emporio commerciale di Roma, aveva parecchi edifici termali dei quali mè grato offrire qui le piante, alcune illustrazioni e un breve commento. Anzitutto le terme della cittadina di Porto eretta da Claudio e da Traiano sullultimo tratto del canale navigabile che dal Tevere sboccava in mare. Piccolo edificio termale in cui si riconoscono una sala lunga, lapoditerio, accanto a cui sono le latrine, un frigidarium e lambiente circolare per la stufa oltre a varie altre più piccole sale. Quattro poi sono le terme scoperte fino oggi in Ostia. Piccole quelle così dette marittime dalla loro posizione alla estremità della cinta urbana anzi erette sopra le mura stesse. Constano di una grande piscina preceduta da una stanza e di tre salette intercomunicanti a cui si accede a mezzo di un breve vestibolo: allestremità di esso è una vasca. Mosaici ormai molto deteriorati decoravano i pavimenti di tutte le stanze. Più vaste ed importanti sono quelle che occupano la maggior parte del così detto palazzo Imperiale di cui si ammira una vasta sala da cui fu tolto il mosaico policromo che adorna oggi la sala dell Immacolata Concezione al Vaticano. Altri mosaici di salette minori e lapoditorio con sedile in muratura sono al posto; come è ancora in situ il mosaico del vasto peristilio centrale dal quale per mezzo di un ambulacro si accede ad una sala preceduta da due colonne con in fondo una piscina racchiusa da pareti con sette nicchie per statue. Ma le terme Ostiensi maggiori e di pianta più chiara sono quelle a cui si accede da via dei Vigili e dal Decumano massimo, interamente scoperte e contenenti una palestra. La fronte principale è formata da un grande portico prospiciente il Decumano sotto a cui si aprono due ingressi ornati da mezze colonne in cotto uno in corrispondenza della sala principale, laltro della palestra. Le terme sono isolate su tre strade e sulla via dei Vigili cè un altro ingresso contrassegnato da due lesene in laterizio sormontate da timpano, motivo architettonico assai comune in Ostia. La pianta di queste terme è piuttosto irregolare. Una grande sala col magnifico mosaico di Nettuno, posta in corrispondenza dellingresso, è fiancheggiata da altre due grandi sale di cui una con piscina può ritenersi il frigidarium dal quale si passa in quattro stanze più piccole, tepidario e calidarii. Sono infatti tutte riscaldate essendo esse fornite di prefurni e di mattoni tubolari alle pareti; il calidarium ha tre vasche ricavate dentro tre nicchie. Un corridoio a livello inferiore serviva per il servizio di alimentazione dei forni. Le sale erano tutte illuminate da ampi finestroni sulla palestra. Per lalimentazione dellacqua era stata costruita una grande cisterna posta a un piano superiore a quello delle Terme a cui la conduttura dellacqua saliva per mezzo di due piani inclinati sostenuti da mensolette di travertino. Questo edificio termale può ritenersi costruito da Adriano e Antonino Pio dopo che la necessità di una nuova strada e altre ragioni edilizie fecero demolire le terme antecedenti di cui rimane qualche sala e un mosaico decorato con le personificazioni di province romane e dei venti. Di epoca tarda, e cioè del quarto secolo dellera nostra, c'è in Ostia un altro edificio termale probabilmente dei bagni privati e non pubblici adattati alla meglio in un precedente complesso di magazzini annonarii. Tutti gli ambienti furono muniti di suspensurae sotto i pavimenti e di mattoni traforati alle pareti. Vi si riconosce un prefurnio, una sala a volta decorata di stucchi e una sala con vasca pavimentata con mosaico riproducente con molto verismo scene della vita giornaliera. Un quinto edificio termale che sembra il più vasto e il più regolare tra tutti gli ostiensi, lo stanno rivelando gli scavi in corso intorno al Foro di Ostia. Voglio augurarmi che le nuove terme romane che i giovani architetti sono chiamati a costruire e decorare, possano sorgere contemporaneamente alla resurrezione di queste nuove ostiensi: augurarmi che lingegnere e larcheologo possano andarne ugualmente orgogliosi. GUIDO CALZA |
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