Nè durante l’antichità, nè nei tempi medioevali
e neppure nel Rinascimento e nel Barocco erano di uso generale le piantagioni
pubbliche. Per vero noi tutti conosciamo i superbi parchi del Rinascimento
creati in Italia, numerosamente imitati in Francia e in Germania; ma
essi erano e sono accessori di palazzi o castelli, e di rado dedicati
originariamente all’uso pubblico.
Solo verso il 1800 sorgevano dei vari parchi pubblici a Parigi, a New
York ed altre grandi città. Da quell’epoca fino al 1900
le piantagioni urbane si sono sviluppate sotto una triplice forma:
a) file d’alberi su strade e piazze;
b) nastri verdi o prati, con o senza arbusti e fiori sulle piazze e
lungo i viali;
c) grandi parchi nell’interno e all’esterno della città.
I viali a file di alberi non hanno bisogno di illustrazione: tipici
il Kaiser-Wilhelm-Ring di Colonia (fig. 1) e l’Avenue du Bois
de Boulogne a Parigi (fig. 2).
Due tipi di strade decorate dal verde ci sono offerti dalle piantagioni
lungo la linea delle fortificazioni medioevali, come a Brema (fig. 3)
e dalle strade panoramiche lungo i colli o i pendii nell’ambiente
stesso delle città, come ad esempio il magnifico Viale dei Colli
a Firenze.
Le piazze pubbliche munite di piantagioni si possono distinguere secondo
che il verde è puramente decorativo, e quindi circondato da un
basso recinto (p. es. Colonia, fig. 4), oppure che il giardino possa
essere traversato liberamente dai pedoni (p. es. Strasburgo, fig. 5),
o finalmente che formi nella piazza un piccolo parco di ricreazione
(p. es. Parigi, fig. 6) e circondato quindi da un’alta cinta munita
di porte chiudibili.
La patria degli squares chiusi è l’Inghilterra, dove essi
sono solamente destinati all’uso degli abitanti della vicinanza.
La fig. 7 ci mostra un gruppo di nove squares di Londra (al Westend)
l’uno presso l’altro.
Quanto ai parchi pubblici di grande estensione, cioè i parchi
propriamente detti, lo stile architettonico del Rinascimento come è
noto fu abbandonato. Prima in Inghilterra poi in tutta Europa fu introdotta
la maniera irregolare, o meglio naturale, il quale sistema voleva rappresentare
una copia perfezionata della natura stessa. Questo stile inglese è
rappresentato in Inghilterra da grandi parchi formati da vastissimi
prati attraversati da pochi sentieri. In Francia invece, in Germania,
ed in altri paesi veniva in uso una formazione generalmente più
dettagliata piena di sentieri curvilinei. Esempi ne sono il Battersea-park
di Londra (fig. 8); les Buttes Chaumont di Parigi (fig. 9), il Viktoria-Park
di Berlino (fig. 10); la passeggiata sul Gianicolo a Roma.
Attualmente è avvenuto un radicale cambiamento. Il naturalismo
fu seguito da una formazione regolare o grandilinea più moderna,
come per esempio in due nuovi parchi di Colonia: il Vorgebirgspark (fig.
11) e il Blücherpark (fig. 12).
Una variante moderna dei parchi in discussione ce l’offrono quelli
sistemati totalmente o in parte nell’interno dei blocchi di abitazione,
sul tipo del Parc de Monceaux a Parigi (fig. 13) e del Luisenpark di
Magdeburgo (fig. 14).
Perchè questa breve rassegna sia completa ricordo anche i giardinetti
sul davanti delle case, i quali fiancheggiano ed ornano la strada pubblica
e meritano una lodevole menzione sopratutto quando sono situati lungo
le vie di non grande traffico. Questi giardinetti sono composti o nel
modo naturalistico come piccolo paesaggio o alla maniera geometrica.
Al principio di questo secolo ci vennero nuove idee e modelli eccellenti
dagli Stati Uniti di America, dove si sviluppava energicamente l’idea
di penetrare tutto il corpo della città per mezzo di piantagioni.
I diversi parchi furono riuniti dai cosidetti parkways, cioè
da passeggi ininterrotti, disposti lungo le strade, attraverso i blocchi
di costruzione, oppure intorno alla città. Tale disposizione
costituisce ciò che si chiama un «sistema di parchi»
(Parksystem). Abbiamo di essi un esempio ben noto nel sistema di parchi
di Boston (fig. 15). In esso il Commonpark, il Charles river, i Back
Bay Fens, lo Jamaica Park, l’Arnold-Arboretum ed infine il Franklin
Park sono riuniti da parkways di varia larghezza e di una lunghezza
di più di 10 km., situati ora nelle strade, ora attraverso i
blocchi. Quest’ultima variante viene detta «interior parkways»
o passeggi interni. Sono dei passeggi ad uso esclusivo dei pedoni, guarniti
dal verde sui due lati, lontani dalla sporcizia, dal rumore e dalla
polvere delle strade. Questi passeggi interni non sono stati ancora
introdotti, che io sappia, in Francia ed in Italia, ma nati, si può
dire, in Inghilterra, sono stati negli ultimi anni molto spesso applicati
in Germania (figg. 16-20).
Progetti nuovi sono quelli del Limpertsberg (fig. 22), di Hollerich
- Ovest (fig. 23), di Bonneweg - Nord (fig. 24) e Bonneweg Sud (fig.
25), quattro sobborghi della città di Lussemburgo.
Altri esempi di vegetazione penetrante nel corpo della città
sono: il Boulevard extérieur di Anversa (figg. 26-27) costruito
sulla circonvallazione demolita; la trasformazione del fortino di Deurne
(sobborgo di Anversa) in una città operaia (fig. 28) ed infine
un quartiere di case popolari a quattro piani a Berlino (fig. 29), il
quale quartiere è penetrato da cinque spazi verdi per il giuoco,
per lo sport e per il riposo e si distingue essenzialmente dalle altre
disposizioni per una zona verde centrale nell’interno del blocco
costituita da numerosi piccoli orti ad uso degli abitanti delle case
circostanti.
Questi orti popolari da una parte e i piani verdi per il giuoco e per
lo sport dall’altra aumentano sempre più di importanza
nelle disposizioni dell’edilizia cittadina (figg. 30-33).
Di esempi di combinazioni di prati da giuoco con scuole ne abbiamo uno
in un nuovo quartiere per la piccola borghesia a Emden (fig. 34) e l’altro
in una parte del piano regolatore di Mannheim (fig. 33), Wiesbaden invece
ci presenta la combinazione di un passeggio interno con un largo prato
sportivo (fig. 32) e Düsseldorf (fig. 35) la disposizione di un
parco popolare e di scuole con campi da giuoco in un nuovo quartiere
popolare.
Ricordo anche il nuovo Wald - und -Wiesengürtel in costruzione,
cioè la grandiosa cinta di boschi, prati ed orti popolari che
circonda la città di Vienna e che sarà munita di un viale
dei colli con superbe viste panoramiche come a Firenze.
La proporzione normale fra l’area occupata dai parchi pubblici
propriamenti detti e l’area totale della città si calcola
il 5%. Ciò significa 500 mq. di superfice verde per ettaro, e
calcolando duecento cinquanta abitanti per ettaro, 2 mq. di superfice
verde per ogni abitante. Si deve aggiungere, come ora si pretende in
Germania, 3 mq. destinati a spazi sportivi e da giuoco e 2 mq. per passeggi
e piantagioni pubbliche sulle strade, sulle piazze e nei blocchi. In
tutto cioè 7 mq. di spazio verde per ogni abitante della città,
ovvero nella relazione suddetta ben il 17 ½ % dell’area
totale.
Parecchi autori hanno tentato di tracciare il piano schematico di una
città ideale che soddisfi a tutte queste pretese e anche alla
penetrazione delle zone verdi nell’interno della città.
Mawson (fig. 36) si è accontentato di fascie verdi cuneiformi
penetranti radialmente nella città fino al centro di essa. L’ideale
di Eberstadt, assomiglia a questo, ma è reso più completo
da boschi esterni. Brix ha aggiunto due fascie circolari di diversa
larghezza ed infine P. Wolf (fig. 40) ha tracciato lo schema di una
grande città ideale, di cui parlerò in seguito, circondata
da sobborghi staccati.
Si capisce che lo sviluppo rigorosamente conforme a questi schemi ideali
non è possibile. Del resto non è questa la intenzione
degli autori stessi. Ma spesso sarà raggiungibile una approssimazione
secondo le condizioni, ed a questa si dovrebbe aspirare per quanto è
possibile.
Un esempio istruttivo c’è presentato dal piano generale
di Wiesbaden (fig. 37) ed un altro dal piano regolatore di Colonia (figg.
38-39).
La fig. 38 rappresenta lo schema totale delle zone verdi interne ed
esterne della detta capitale Renana, quali sono state fin’ora
progettate. Esso si compone di un cerchio interno, di una cinta verde
esterna e di nastri verdi radiali che legano trasversalmente i due cerchi
l’uno all’altro e li mettono in comunicazione con le selve
dei dintorni. Questo schema generale non prevede uno sviluppo isolato
di sobborghi staccati, incoerenti con la città stessa, come vuole
lo schema ideale del P. Wolf, questo (fig. 40) mostrando 8 sobborghi
separati, il tutto con fascie verdi radiali e circolari, schema che
i lettori di questa rivista conoscono per essere stato pubblicato dal
collega Luigi Piccinato.
Finora una tale distribuzione di ampliamento delle città fu proposta
per diversi comuni tedeschi p. es., Breslau e Soest, ma non fu ancora
realizzata.
E’, come è noto, soprattutto l’architetto inglese
Raymond Unwin che raccomanda urgentemente questa distribuzione o meglio
decentralizzazione delle grandi città per mezzo di sobborghi
staccati. Le ragioni e le proposte dell’Unwin sono senza dubbio
eccellenti, ma la realizzazione delle sue idee sembra essere fin d’ora
altrettanto difficile a causa delle espropriazioni di proprietà
private.
Le nuove linee fondamentali di una legge concernente i piani regolari
delle città, legge progettata e pubblicata dal Governo Prussiano,
tendono a facilitare il progresso di queste nuove idee fondamentali,
stabilendo che i piani regolatori possano prescrivere degli spazi verdi
permanenti di ogni genere, ossia: piazze pubbliche, passeggi interni
ed esterni, campi da giuoco, campi sportivi e ricreativi, prati e parchi,
giardini ed orti popolari, boschi e selve, campi d’agricoltura,
ecc.
L’arte, la scienza e la pratica delle costruzioni delle città
hanno fatto enormi progressi in tutti i paesi, anche qui in Italia dove
p. es. l’architetto Piacentini di Roma ha studiato precisamente
in un suo opuscolo un completo sistema di parchi per la città
di Roma.
Vogliamo sperare che questi progressi dovuti alla guida di eminenti
personalità a tutti note si maturino e si presentino alle future
generazioni quali enormi benefici alla salute e alla vita di tutte le
città.
I. STÜBBEN.