CONCORSI E NOTIZIE VARIE
ATTI DELLA ASSOCIAZIONE ARTISTICA
FRA I CULTORI D’ARCHITETTURA.
CONCORSO PER I PROGETTI Dl QUATTRO EDIFICI SCOLASTICI
L’Associazione Artistica tra i Cultori di Architettura, per incarico
del Municipio di Roma, bandisce quattro concorsi per i progetti relativi
a quattro edifici scolastici da erigersi nelle seguenti località:
1) Piazza d’Armi, presso Viale Angelico.
2) Villa Lancellotti presso Via Salaria.
3) Monteverde.
4) Monte Mario, presso S. Onofrio.
Le piante delle rispettive aree potranno essere ritirate presso la
sede dell’Associazione Artistica fra i Cultori di Architettura
(Via degli Astalli, 1, Palazzo Venezia) tutti i giorni dalle ore 19
alle 21 o presso il Municipio (Ufficio costruzioni) dietro versamento
di L. 5 per ognuna.
Programma dei concorsi.
Art. 1. — I concorsi sono ad un solo grado; i progetti dovranno
pervenire alla Sede dell’Associazione Cultori di Architettura
in Roma, Via degli Astalli, 1, non più tardi delle ore 20 del
giorno 1 marzo 1926.
Art. 2. — I progetti pervenuti in ritardo sul termine fissato
e quelli i cui elaborati non fossero conformi alle norme fissate dall’art.
5 verranno esclusi dal concorso.
Art. 3. — Ogni progetto dovrà essere contrassegnato dalla
firma dell’autore o da un motto. Nel secondo caso il concorrente
dovrà consegnare unitamente al lavoro una busta suggellata sulla
quale sarà ripetuto il motto, contenente il nome cognome ed
indirizzo del concorrente.
Art. 4. — È in facoltà del concorrente a partecipare
al concorso per una sola scuola o per più, trattandosi di quattro
concorsi distinti.
Ari. 5. — I concorrenti dovranno presentare:
a) planimetria generale dell’area con il perimetro del fabbricato
in scala 1: 500;
b) piante di tutti i piani che si differenziano tra di loro ivi compresa
la pianta dei tetti o terrazze, in scala 1:100;
c) prospetti principali in scala 1: l00. I disegni dei prospetti dovranno
essere monocromi mettendo però in giusto valore il movimento
delle masse ed i rilievi architettonici;
d) una sezione in scala 1 :100;
e) una veduta prospettica di dimensioni non maggiori di 0.50 X 0.70,
condotta con qualsiasi tecnica. Il punto di vista dovrà essere
situato in un luogo normalmente accessibile sulle strade adiacenti.
f) un particolare in scala 1:20 comprendente tutta l’altezza del
tratto di edificio considerato, eseguito anch’esso con qualsiasi
tecnica: sono prescritte però le ombre a 45 gradi ed eventualmente
il colore qualora l’importanza dei materiali lo richieda;
g) computo esatto dell’area coperta, e della cubatura dell’edificio
computando l’altezza dal pavimento dello scantinato all’imposta
dei tetti o al pavimento delle terrazze.
All’infuori dei prescritti non saranno accettati altri elaborati
nè varianti di alcun genere.
Lo studio delle fondazioni non sarà oggetto del presente concorso.
Art. 6. — La Commissione giudicatrice sarà composta di
7 membri di cui 3 nominati dal Comune di Roma, due dalla Associazione
Cultori di Architettura e due dalla Sezione di Roma dell’Associazione
Nazionale Ingegneri. Il giudizio emesso dalla Commissione sarà
inappellabile.
Art. 7. — Ai vincitori del concorso verranno corrisposti i seguenti
premi netti:
a) L. 10.000 (diecimila) per ognuno dei progetti delle scuole in piazza
d’Armi e in Villa Lancellotti;
6) L. 7.500 (settemilacinquecento) per ognuno dei progetti delle scuole
a Monteverde e a Montemario.
La Commissione disporrà inoltre di L. 15.000 da destinarsi in
premio per quegli altri progetti che riterrà degni di particolare
attenzione.
Art. 8. — I progetti dichiarati vincitori non verranno restituiti.
Nel caso che gli edifici vengano eseguiti, l’autore o gli autori
avranno l’incarico di eseguire lo sviluppo del progetto ed i vari
dettagli, bussi, decorazione, ecc., in scala necessaria alle esecuzioni
dei lavori e secondo la forma richiesta dalla direzione dei lavori
stessi.
La Direzione tecnica ed amministrativa rimarrà in ogni caso esclusa
dalla prestazione, mentre al progettista vincitore sarà richiesta
la consulenza artistica durante la esecuzione del lavoro e la compilazione
di tutti i disegni necessari allo sviluppo del progetto.
Il compenso per queste prestazioni sarà:
a) L. 15.000 per i progetti delle scuole di Piazza d’Armi e Villa
Lancellotti;
b) L. 10.000 per i progetti delle scuole di Monteverde e Montemario.
Il compenso sarà a corpo e verrà pagato in due rate uguali,
di cui la prima alla presentazione di tutti i disegni riguardanti l’ossatura
murale del fabbricato, la seconda a lavoro ultimato.
Art. 9. — I progetti non premiati dovranno essere ritirati a
cura dei concorrenti non oltre 15 giorni dalla data del giudizio, trascorso
il quale termine l’Associazione Artistica Cultori di Architettura
non si terrà più responsabile della loro conservazione.
Istruzioni particolari.
Art. 1. — I progetti dovranno essere redatti tenendo accuratamente
presenti le norme prescritte dal regolamento sulle scuole del Ministero
della Pubblica Istruzione.
Le suddette Scuole avranno il seguente numero di aule:
1. Scuola in Piazza d’Armi aule n. 36
2. Scuola a Villa Lancellotti. n. 30
3. Scuola a Monte Verde. n. 20
4. Scuola a Monte Mario. n. 16
Per la Scuola da erigersi nella località di Monteverde dovrà
essere prevista la possibilità di costruire in un primo tempo
soltanto 10 aule che è l’attuale fabbisogno per detta località.
In relazione alle esigenze della pianta è ammessa una leggera
variazione nel numero delle aule suindicate.
Le aule avranno una superficie di 50 mq. Per il resto può consigliarsi
un’ampiezza variabile fra i 25 mq. e i 45 mq.
Art. 2. — In linea di massima ciascun edificio sarà composto:
a) di un piano seminterrato per metà della sua altezza;
b) di un piano sopraelevato;
c) non più di due piani superiori.
Saranno ammesse parziali sopraelevazioni nel caso che esse contribuiscano
all’estetica dell’edificio.
Ciascun edificio dovrà essere costruito in muratura ordinaria.
Art. 3. — Ogni edificio sarà diviso in una sezione maschile
e una sezione femminile.
Oltre l’indicato numero di aule, ciascuna sezione, maschile e
femminile, avrà i seguenti locali accessori:
1. Atrio per l’attesa di coloro che accompagnano gli alunni.
2. Scala.
3. Guardiola per il portinaio.
4. Locale per la direzione con annesso W. C.
5. Locale per la segreteria e di supplenza ove avrà posto anche
la biblioteca.
6. Stanze per gli insegnanti con annesso W. C. (una per piano).
7. Ambiente per i lavandini e vaschette da bere.
8. Ambiente per le latrine.
9. Spogliatoi per alunni.
10. Locali per la custodia degli arnesi di pulizia.
11. Aula per i lavori manuali, nelle sezioni maschili, per i lavori
donneschi, nelle sezioni femminili (con annesso piccolo magazzino).
12. Magazzino del materiale scolastico.
Le due sezioni di ciascun edificio avranno inoltre in comune i seguenti
locali:
13. Refettorio, cucina, magazzino derrate, deposito legna e carbone
(nei locali scantinati).
14. Locale per la caldaia del termosifone con relativa carbonaia.
15. Locale per la caldaia dei bagni con relativa carbonaia.
16. Bagni a doccia con relativi spogliatoi.
17. Abitazione del custode composta di due camere cucina e cesso, con
ingresso separato da quello degli alunni.
18. Palestra coperta.
19. Sala per proiezioni, riunioni, conferenze e premiazioni con annesso
stanzino per deposito pellicole ed apparecchi.
20. Locali per i serbatoi dell’acqua.
Nel piano semisotterraneo dovranno trovar posto oltre che i locali di
cui ai numeri 14 e 15, anche possibilmente i locali di cui ai numeri
12 e 16.
VOTI
PEL PALAZZO SPADA, PER VILLA MADAMA
E PER LA FARNESINA.
Varii giorni addietro la Presidenza, preoccupata dalle notizie circa
i tre insigni monumenti sopraindicati, emise il voto che qui appresso
si riporta. Nell’ultima seduta, su proposta del socio Bezzani,
il voto venne all’unanimità riconfermato specie per quanto
riguarda la Farnesina e palazzo Spada, ambedue in serio pericolo:
“L’Associazione esprime il voto che lo Stato eserciti tempestivamente
il diritto di prelazione per l’acquisto del palazzo Spada, gioiello
della Rinascenza architettonica romana, sì che la proprietà
statale e la destinazione ad un alto scopo, quale è quello che
ora lo fa sede del Consiglio di Stato, impediscano alla speculazione
di snaturare il magnifico edificio e di renderne difficile l’accesso
e lo studio.
“Più in generale esprime il voto che dal nostro Governo,
conscio dell’importanza dei monumenti romani e delle ragioni di
Arte e di dignità che fanno capo alla loro valorizzazione, si
provveda con azione sistematica a riportare od a mantenere le opere
più importanti e significative al mirabile patrimonio monumentale
dell’Urbe. In proprietà italiana ed in condizioni di nobiltà
di destinazione, di integrità di conservazione, di possibilità
di godimento per gli artisti e per gli studiosi. Segnala, in particolare,
a tal uopo, i gravi pericoli che minacciano la villa Madama e specialmente
la Farnesina alla Lungara,,.
PER I RESTI DI VILLA ALDOBRANDINI.
L’A. d. C. A., rallegrandosi dell’importanza dei resti
monumentali venuti alla luce nello sterro di villa Aldobrandini, fa
voti che i poteri a ciò preposti ne dispongano lo studio e la
conservazione a nuovo decoro dell’arte e delle memorie romane.
PER L’AREA DEI CAPPUCCINI IN VIA VENETO.
L’Associazione Artistica fra i Cultori di Architettura avendo
appreso che nell’area accanto alla Chiesa dei Cappuccini in via
Vittorio Veneto, si sta per erigere un nuovo edificio, richiama su di
esso l’attenzione delle competenti autorità affinchè
non permettano che le dimensioni e le forme di tale edificio vengano
a turbare il tipico ambiente e a contrastare con la caratteristica chiesa.
PER IL RESTAURO DEL TEMPIO DELLA
FORTUNA VIRILE E PER IL FORO BOARIO.
L’Associazione mentre esprime il vivo compiacimento per l’avvenuto
restauro, da tanto tempo auspicato, del tempio della Fortuna Virile,
ed invia il proprio plauso al Ministero della Istruzione ed all’egregio
Sovraintendente ai Monumenti, prof. Muñoz, che seppero ottimamente
attuarlo; richiama gli studi edilizi da molti anni compiuti da una sua
Commissione per la sistemazione integrale del Foro Boario, ed esprime
il vivissimo voto affinchè l’attuazione di tali proposte,
che può praticamente avvenire per provvedimenti graduali, consenta
in breve tempo di completare la bell’opera iniziata e ricomporre
così importanti monumenti dell’antichità e del Medio
Evo, nell’antica platea, in un unico mirabile quadro.