FASCICOLO XI - LUGLIO 1924
NOTIZIARIO
CRONACA DEI MONUMENTI

ROMA. - Parlammo già del restauro del seicentesco Palazzo dei Filippini annesso alla Chiesa Nuova (S. Maria in Vallicella) e dicemmo come il Comune di Roma ponesse ogni impegno nel ridare al pristino decoro questo capolavoro borrominiano. Ora siamo lieti di offrire alcuni particolari del restaurato Oratorio e dell'adiacente cortile ricordando ancora che l'opera così bella di liberazione si deve al giovane e valoroso architetto del Comune di Roma, prof. Antonelli. Se la fronte dell'Oratorio, con le strambe prominenze e rientranze che, secondo l'autore, avrebbero dovuto assimilarsi ad una persona in atto d'onore non può dirsi opera completamente riuscita, l'interno però veramente mirabile. Dal fronte del presbiterio con le quattro preziose colonne si librano le larghe fasce dei costoloni della vôlta che per un momento banco un atteggiamento quasi gotico e poi decisamente si fondono nel largo ovale del soffitto ov'è un'intensa nota di colore. I coretti, le più grandi logge per i cantori, il pavimento a intarsi di cotto, la porta in pietra di paragone, persino le curiose balaustrate a pilastrelli inversi, tutto è disegnato con uno spirito inimitabile.
Bellissimo è pure il cortile ora liberato dalle chiusure che l'occultavano e da una baracca di mattoni che occupavano metà dell'area. Si è pure aperto uno del raccordi angolari a nicchioni e fra breve si libereranno gli altri perché il restauro di questo cortile non è ancor terminato e l'opera sarà ripresa fra poco. Ma di certo v'è da fare ancora ben poco.
Auguriamo che, dopo questo, si passi all'altro cortile (semplicemente meraviglioso), la cui sistemazione non crediamo sarebbe troppo di aggravio per le finanze comunali. Ed auguriamo altresì che il Comune possa portare a compimento la sua idea (che è poi quella di tutti i cittadini) e cioè di destinate l'intero palazzo per i fini della coltura.

(C. CECCHELLI).


MARANOLA (prov. di Caserta). - Una bella chiesetta quattrocentesca è stata nel prospetto, ancor gotico, e nell'interno recentemente restaurata in modo così barbaro, che il monumento, non importantissimo, sua significativo, può dirsi ormai definitivamente perduto. - Il restauro è stato compiuto senza che nessuno l'abbia segnalato, senza che la lontana Sovraintendenza ai Monumenti ne abbia avuto notizia; è stato compiuto dagli enti locali nella piena incoscienza non solo delle norme elementari dei restauri dei monumenti, ma anche di quelle delle leggi.
Ora, poiché da ogni triste evento occorre trarre ammaestramenti affinché le cause si rimuovano e non abbiano a ripetersi i guai, c'è da domandare: Perché non si affronta finalmente la questione dell'istituto degli ispettori onorari e del suo efficace funzionamento? Gli ispettori onorari sono, e debbono sempre più essere, collaboratori non solo utili, ma necessari. In quanto che nessuno può pretendere dai funzionari delle Sovraintendenze (specialmente dopo il disgregamento dell'ultima riforma), - di essere ovunque presenti; ma occorre che siano ben scelti, che siano sorretti ed aiutati e collegati in ogni modo, che abbiano chiari diritti e chiari doveri, che possano compiere regolarmente la loro opera di segnalazione savia ed imparziale dei fatti e delle condizioni locali che interessano l'arte ed i monumenti.

GUBBIO. - Una buona notizia. E' ormai prossimo al termine l'ottimo restauro, promosso dalla Sovraintendenza ai Monumenti dell'Umbria e dal Comune eugubino, del mirabile palazzo ducale, gemello del lauranesco palazzo di Urbino. Chi ricorda la triste impressione di abbandono e di rovina che dava la vista del vecchio cortile, sarà lieto di sapere che, sostituiti discretamente nuovi elementi alle mostre ed alle cornici d'arenaria, consunte e talvolta informi, rinnovati i selciati, riparate le coperture, il magnifico monumento ora rivive all'arte.

LUCCA. - Il bel palazzo Cenani, ottimo esempio di Architettura della Rinascenza è minacciato da un adattamento, che le autorità preposte alle Belle Arti non hanno scongiurato con sufficiente energia. La banca italo-americana, impiantando in esso la sua sede, si prepara a trasformare il cortile in una sala di operazioni bancarie.
Il caso del palazzo Pazzi-Quaratesi di Firenze ha fatto scuola; e la alterazione delle armoniche linee e dei rapporti architettonici sarebbe analogamente inevitabile per la copertura a lucernario del cortile, per le necessarie aggiunte di chiusure e di sportelli. Occorre in ogni modo escluderla.
La banca italo-americana, afferma invero che trattasi di un lavoro provvisorio fino a quando non sarà eseguita una nuova sede di cui è prossimo l'inizio; e con questo si studia di addormentare la pubblica opinione, che in Toscana è quasi sempre sensibile e vigile in materia d'arte. E' bene diffidare di siffatte promesse: il provvisorio in fatto di costruzioni diviene sempre definitivo.

G.G.

ERRATA-CORRIGE
Nel numero precedente sono incorsi alcuni errori che si prega di rettificare. A pag. 470 il nome dell'arch. Romeo Moretti di Milano, si è mutato in Romeo Rossini. - A pag. 471 si è ripetuto il titolo 'Notizie varie'.- A pag. 466, 471, 472, 473 il nome dell'arch. Lancia è stato tramutato in Lanza. - A pag. 474 invece di Westruinster leggi Westminster.

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