![]() |
|
ALBERTO CALZA BINI: Le nuove costruzioni dell'Istituto per le Case Popolari in Roma al quartiere Trionfale, con 19 illustrazioni |
Nellimmediato dopo-guerra, in mezzo a difficoltà che potevano apparire ben gravi, listituto per le Case Popolari in Roma volle dar corso ad un programma di Costruzioni nel Quartiere Trionfale, in via Doria e adiacenze, costituendo uno dei gruppi di fabbricati che per organicità di insieme, aspetto decorativo, e perfezione di accessori, può considerarsi tra i migliori riusciti in tal genere di fabbricati.
Questa nostra Rivista già illustrò le costruzioni estensive del Quartiere della Garbatella, trasformato dallIstituto per le Case Popolari in una ridente Borgata-Giardino. Non è senza interesse dare ora notizia di questo gruppo di fabbricati intensivi che rappresentano il più concreto tentativo per la ricerca di forme rispondenti nella struttura e nellaspetto alla casa di abitazione destinata a servire anche come possente mezzo di educazione sociale. Lintiero gruppo a sud della via Doria e ormai costruito ed abitato da tempo; nei suoi cortili ampi e luminosi, lieti di verde. Di canti e di voli, passano frotte di bimbi raccolti, educati e curati nella Casa dei Bambini sulle larghe vie si aprono finestre e balconi fioriti, e lordine la pulizia e la serenità regnano su tutto. Lorientamento predominante è sud-nord, per limitare il numero delle finestre meno esposte al sole; le scale, con soluzioni semplici e geniali, occupano spesso gli angoli morti, dànno ingresso a tre e quattro alloggi per piano e sempre sono arieggiate opportunamente concentrati con evidente vantaggio delleconomia, pur essendo gli alloggi composti in maggioranza di una, due e tre camere e cucina, con pochissimi appartamenti di quattro e cinque vani. Le dimensioni dei vani sono regolate da un sano criterio di pratica e deconomia; essi occupano circa 23 mq. di superficie lorda in media; le cucine, essendo nascosto in unalcova larredo ingombrante del bancone e del lavandino, possono essere utilizzate come una vera e propria stanzetta da pranzo; ogni alloggio completamente separato da quelli vicini, ha la conduttura del gas per la cucina e il riscaldamento, limpianto per lilluminazione elettrica, e il servizio idraulico sanitario secondo le moderne prescrizioni delligiene; speciali locali terreni ventilati e lavabili raccolgono dalle apposite tramoggie i rifiuti che gli incaricati per la nettezza urbana giornalmente asportano. Il servizio dei lavatoi, con un sistema assai comodo per gli inquilini, è disposto in terrazza presso gli stenditoi; ed è corredato di bucatai, fornelli, ecc,; esso risponde cosi ad ogni esigenza, applicato con le dovute cautele costruttive, e presta occasione a felici movimenti di masse sulle terrazze. In talune sopraelevazioni aprono e loro grandi finestre verso il vicino Monte Mario gli studi per artisti ai quali lIstituto ha voluto anche pensare, prendendo una simpatica iniziativa che sarà ancora più sviluppata in avvenire. Nei seminterrati, là dove la quota del terreno lo richiedeva o lo consigliava, sono stati ricavati con poca spesa locali per magazzini e botteghe, e, sotto la Casa dei Bambini, ricca di quattro aule, ambulatorio e accessori, è un completo stabilimentino di bagni con vasche e docce ad uso gratuito e semigratuito per gli inquilini. Il carattere esteriore variato e pittoresco reca limpronta della ricca fantasia dellarchitetto Sabbatini che ha eseguito i progetti in collaborazione col Direttore dellIstituto ing. Costantini, mente aperta ad ogni più larga visione, temperamento eccezionale di lavoratore e di tecnico côlto e coscienzioso. La decorazione è ispirata ad un notevole movimento di masse di linee, nella ricerca di una musicalità di spazi con poche note dombra e di colore chieste alle falde dei tetti e alle canne fumarie, alle cassette dei fiori o ad un modesto motivo in ferro, ad un pilastro di pietra e di mattoni, o ad un tenue aggetto di cornicione tentativo sempre nobile e dignitoso pur quando non confortato da risultato egualmente felice. La gaiezza riposante dei cortili aperti al sole e vivaci di aiuole verdi e fiorite, è però sempre una conquista raggiunta con sano e geniale equilibrio. La zona basamentale rivestita in pietra a bugne più o meno regolari, assicura la buona conservazione e il miglior decoro; concetto questo che lIstituto ha seguito, in considerazione del costo di tutte le costruzioni del dopo guerra e della eventualità di una successiva trasformazione dei fabbricati in case destinate ad un tipo di popolazione più elevato. Le strutture resistenti furono calcolate e studiate con la massima economia, ma curate in ogni dettaglio tecnico; la muraratura in pietrame, ma listata, i solai in cemento armato o su travi in ferro, gli infissi in castagno o abete, furono opera o fornitura della Impresa costruttrice Vaselli e Manfredi. Lintiero gruppo iniziato nel 1919, e restato per un poco interrotto per difficoltà finanziarie, fu compiuto a fine 1922. Esso comprende 1890 vani, oltre quelli occupati dallAsilo, raggruppati in 580 alloggi; la cubatura dei fabbricati, dal marciapiede alle cornici di coronamento, è complessivamente di 173.000 mc in cifra tonda. Il costo totale fu di 22.000.000 di lire circa, compreso il terreno e le spese accessorie, costo che è giustificato dal difficile periodo in cui fu eseguita la costruzione, il più difficile periodo in cui fu eseguita la costruzione, il più difficile per l'alto prezzo dei materiali e della mano d'opera. L'Istituto, avviandosi al completamento del suo programma nel Quartiere Trionfale, ha già appaltato e sta per iniziare la costruzione del gruppo a nord della via Doria già segnato nella planimetria. I nuovi fabbricati che, come gli altri illustrati, traggono partito dagli opportuni adattamenti di piante e dal movimento di masse con corpi bassi ed archi e terrazze di allacciamento, avranno le stesse caratteristiche con opportune semplificazioni e con una forma architettonica robusta ed armoniosa dovuta pur essa al fertile ingegno dell'architetto Sabbatini. ALBERTO CALZA BINI. |
|
|
|