FASCICOLO VI FEBBRAIO 1924
GINO NAVONI: Di alcuni disegni di Luigi Liverani, con 12 illustrazioni
Niun periodo forse come quello del secolo scorso, con lo sviluppo del suo urbanesimo, con la interruzione portata nella tradizione delle arti e specialmente in quelle decorative (a cui ancora non era subentrato il nostro artificioso, ma provvido senso di rispetto per tutte le manifestazioni del passato), col suo sentimento della regolarità geometrica nell’edilizia, è stato lesivo pel carattere delle nostre città e delle nostre borgate, di cui ha distrutto, senza sostituirvi nulla di pregevole e di significativo, la fisionomia topografica e la fisionomia pittoresca. Per questo assumono un alto valore documentale, e talvolta anche un alto valore artistico, le riproduzioni contenute nei taccuini degli artisti, a fissare, con una sensibilità ben maggiore di quella che muove la facile volgarità delle moderne fotografie, i caratteri dei luoghi, l’aspetto di vie, di piazze, di monumenti, di gruppi di umili case e di modeste chiesette di campagna.
In questo gli artisti hanno di molto preceduto, senza volerlo, i tempi. Mentre l’Accademia imperversava negli stucchevoli quadri storici o nei rilievi architettonici di maniera dei maggiori monumenti dell’Antichità, ecco tutta una serie di fresche matite e di disinvolti pennelli, che, valendosi si una sicura conoscenza del disegno molto maggiore dell'attuale (ora bene spesso i simboli involuti e le forme strane e primitive nascondono la imperizia disegnativa), si è volta ai bozzetti del paesaggio semplice, intendendo la poesia di una cascina sviluppatasi quasi naturalmente come un albero, tutta la suggestione dell'ambiente di un villaggio, in cui vive lo spontaneo sentimento artistico della regione, quasi popolare che i padri trasmettono ai figlioli.
Quanto mai sarebbe desiderabile che di questi genuini documenti, di queste vive testimonianze ogni luogo, ogni paese serbasse regolari raccolte! Non solo ne trarrebbe grande utilità la cognizione della vita locale, delle vicende topografiche, edilizie, artistiche dei vari centri, e vi troverebbero vantaggi inattesi la storia civile e la storia dei monumenti, ma se ne avvantaggerebbe sovrattutto quella così trascurata e così preziosa fonte d'Arte a cui abbiamo dato ora il nome di Architettura minore. Si comincia ora a vedere quanto vivo ed utile materiale d'Arte sia in quella che con felice espressione il Piacentini ha chiamato “la prosa architettonica”(1); si intende come, ben più che non ai grandi monumenti, ad essa faccia capo la continuità della tradizione locale e regionale, poiché in essa trovano più diretta espressione le cause permanenti, materiali ed estetiche, dell'Architettura; e come quindi il suo studio possa dare, nel turbinoso momento attuale, una serena ispirazione ai giovani architetti nello studio dei temi nuovi (2).
Di uno di codesti taccuini, o, per dir meglio, di una serie di essi, vogliamo dal qui brevissima notizia. Trattasi del pittore pesarese Luigi Liverani, e trattasi di una cospicua raccolta di disegni iniziata intorno al 1840 e finita intorno al 1864, che hanno per oggetto paesaggi, e specialmente paesaggi architettonici di località della Romagna e delle Marche settentrionali; della quale raccolta è ora proprietario l’egregio dott. Piancastelli di Fusignano (3).
Fu il Liverani pittore meno che mediocre e mirabile disegnatore. I suoi pannelli nei soffitti del palazzo della provincia in Pesaro sono così scadenti per colore e per sentimento decorativo, da farci domandare, malgrado tutto il nostro rispetto per tutte le manifestazioni d’Arte del passato, che in un prossimo restauro delle grandi sale, che le renda degna sede della già iniziata e tanto promettente raccolta di pitture e di maioliche, una sobria tinteggiatura monocroma le ricopra e ne nasconda la stucchevole volgarità…
Invece quanta abilità nel disegnare, quanto, sentimento d’Arte nello scegliere punti di vista e contrasti di ombre e di luci è nella grande collezione di bozzetti teste indicata! Sono quasi tutti tracciati a penna ed acquarellati con inchiostro di China; ma in questo procedimento, che potrebbe credersi torpido e duro, è raggiunto
Invece quanta abilità nel disegnare, quanto, sentimento d’Arte nello scegliere punti di vista e contrasti di ombre e di luci è nella grande collezione di bozzetti teste indicata! Sono quasi tutti tracciati a penna ed acquarellati con inchiostro di China; ma in questo procedimento, che potrebbe credersi torpido e duro, è raggiunto con grande semplicità di mezzi un effetto di una freschezza e di una evidenza davvero straordinarie.
Di alcuni di questi disegni diamo qui un saggio. Sfilano così sotto i nostri occhi il castello, il borgo, le mura, il convento di S. Francesco della turrita Gradara, o la interessantissima corte scenografica del palazzo Macchiavelli di Pesaro, ora completamente alterato, o il ponte e le casette di Tredozio, o l’atrio della villa Belriguardo presso Ferrara, o la piazza di Portico con la scalea e l’alto campanile, o la piazza di Russi vero capolavoro di modesta edilizia paesana raccolta e tranquilla, o alcuni casolari presso Pesaro, o l’interno di un’osteria, od il cortile di una casa pesarese che coi balconi sugli archi retti da mensoloni, stranamente ricorda il motivo architettonico della casa di Ostia, cioè dell’antica casa romana…
E la serie potrebbe continuare; e darci un esempio di alto interesse della genialità di un artista applicata a conservare, mediante l’impressione d’arte, il ricordo di forme singolari, di disposizioni. locali, di motivi folkloristici, e comprovarci l’importanza ed il pregio che ne verrebbe dalla sistematica conservazione di siffatte grafiche testimonianze — veri insostituibili documenti d’Arte.

GINO NAVONI






(1) Cf., M. PIACENTINI, Nuovi orizzonti della Edilizia cittadina, nella “Nuova Antologia”, 1922.
(2) Alla raccolta dell’immenso materiale di Architettura minore dei vari centri italiani, attende ora, a cominciare da Roma e dal suo suburbio, l’Associazione artistica fra i Cultori d'Architettura.
(3) Al chiaro dott. Piancastelli, alla cui cortesia dobbiamo la comunicazione del materiale del Liverani qui pubblicato, c’è grato porgere vivi ringraziamenti

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