FASCICOLO VI - MARZO APRILE 1922
LIVIO SANTACROCE: Uno studio di edilizia dell'Arch.Giorgio Wenter-Marini, con 8 illustrazioni
Questo studio fu presentato al Concorso per case economiche bandito dal Comune di Trento per la sistemazione della località detta dei "Muredei". L'area è contenuta fra Via Giusti, Via Muredei, Via delle Caserme Perini e tre case popolari eseguite da poco.
L'autore ha inteso studiare il problema dal punto di vista dell'edilizia urbana, formando cioè un complesso organico, comodo, di tanti blocchi messi in modo da costituire una complessa visione piacevole. Per questo ideò Via delle Botteghe d'Arte, posta parallela a Via dei Muredei e Via delle Carrozze terminante nella Piazzuola del Verziere. La piazza è chiusa perchè le masse sono collegate da due cavalcavia: Sottopassaggio del Nord e Sottopassaggio del Levante. Il corpo A degli edifici, trattato più largamente, è pensato come sede degli Uffici con Bagni pubblici, succursale postale, piccola banca e principali negozi. Una fontana completa il quadretto. I singoli blocchi sono divisi da diverse vie, falsate nelle visuali, per mantenere l'impressione chiusa e raccolta di una piacevole intimità. A questa chiusura mediante visuali si sono informate tutte le vie. Via delle Botteghe d'Arte trova finale nel blocco G, Via della Farina nel palazzotto A, Via dei Spadari in E, Via della Corda in D, Via dei Balestrari pure in D. Per far godere maggiormente il sole e la vista alla serie settentrionale del blocco F, la serie meridionale dello stesso prospiciente su Via dei Muredei, venne interrotta e risolta in quattro case isolate. Per addolcire il tratto e la visuale della testata di Via delle Botteghe d'Arte venne incurvato il suo tracciato ottenendo pure fabbricati con angoli meno lontani dal retto normale.
Per quanto riguarda l'esposizione solare è stata sempre cercata la migliore orientazione per i locali, ponendo la scala, la latrina e la cucina a nord ovest, per lasciare le belle stanze a sud est. L'economia proposta dal concorso è mantenuta pur ottenendo un raggruppamento pittoresco, con movimenti di masse e di blocchi, poichè ogni blocco è formato da elementi identici. Il carattere distributivo è la costruzione in serie, come l'unica conveniente. Le piccole risorse estetiche sono lasciate al trattamento dei materiali e all'introduzione di qualche terrazzina o loggetta caratteristica per l'ambiente trentino. È fatto uso di fori senza inquadrature di pietre o cemento, qualche fascetta è ricavata a semplice gioco d'intonaco, talvolta le spallette dei fori, parapetti ed architravi sono eseguiti con mattoni a vista.
Accanto alla soluzione topografica, a quella economico - pratica, e a quella estetica, è studiata la disposizione planimetrica dell'elemento "casa", in maniera semplicissima. Il blocco F si presta a mostrare l'insieme di dodici vari quartierini, da una fino a quattro stanze, con entrata sempre indipendente dalla scala comune. La dimensione dei locali è tenuta al minimo possibile, con altezza di tre metri. Ogni casa ha una lavanderia nell'orticello, isolata o collegata con quella della casa vicina o di contro. Il piano terreno venne adibito in parte ad abitazione (quando la casa aveva un orticello verso strada o giardinetto o una bella disposizione solare), in parte a negozi (quando l'esposizione era scadente o quando la via era importante e suggeriva questo migliore sfruttamento dei locali). Si raggiunse così un'area di 8900 metri quadrati con un volume di 130.000 metri cubi che porterebbero ad una spesa di sette milioni e cinquecento mila lire italiane. Si otterrebbero 806 stanze con 273 cucine, 118 locali uso studio o negozio. Complessivamente 273 quartierini vari e 49 negozi.
Ilpresente studio per quanto avesse cercato di risolvere il tema sotto i vari punti di vista: economico, pratico, igienico, della esposizione solare, estetico generale e particolare, e dell'edilizia urbana, non ebbe nessun riconoscimento dalla commissione giudicatrice.

LIVIO SANTACROCE.

torna all'indice generale
torna all'indice della rivista
torna all'articolo